Mikazuki geri in Unsu? How can this possibly be?

Unsu

Ok, stiamo parlando di un kata karate shotokan di livello superiore, ma come è possibile produrre una tecnica del genere, se in senso della sequenza è un ren-tobi geri? Misteri della fisica?
Sarebbe comunque molto bello essere in possesso del bunkai originario del kata, vederne l’esecuzione direttamente dal suo compositore, per capire quanto grande è stata, nel tempo, la deriva sportivo-agonistica data alla disciplina, e sopratutto la misura in cui il mondo della competizione ha stravolto non solo l’estetica, ma in bagaglio tecnico in quanto tale.

Stiamo a buon diritto praticando qualcosa di effettivamente radicato in una tradizione, oppure è solo uno strano miscuglio di passato e modernità, senza arte ne parte, in bilico fra la voglia di piacere (no money, no love, no gain) e la volontà di efficacia?

L’interpretazione di questa particolare tecnica ne è un buon esempio.
Dimmi come salti, ruoti di 360° e calci, e ti dirò chi sei.

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3 pensieri su “Mikazuki geri in Unsu? How can this possibly be?

  1. Ciao!!!
    In effetti, per lo meno per quanto riguarda lo shotokan, il significato originale dei kata è stato completamente stravolto. Tuttavia, secondo un mio modestissimo parere, è sbagliata l’equazione kata shotokan = kata modificati = kata completamente inutili. Difatti bisognerebbe cercare di capire in quale ottica sono avvenute le modifiche (maggiore dinamismo? gesti ampi e potenti per un combattimento più focalizzato a distanze medio lunghe?) e praticare molto a lungo il kata. Il mio discorso esula ovviamente da qualsiasi “gara” dato ke sono un praticante tradizionale per cui quel termine nn ha senso di esistere. In particolare il ren tobi geri (lett. calcio volante alternato) potrebbe avere un senso reale applicando e neutralizzando un primo avversario con mikazuki geri e continuando la rotazione neutralizzando un secondo opponente con ushiro geri.

    Rimango a disposizione per qualsiasi discussione.
    Un cordiale Saluto,
    Enrico

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    1. In effetti concordo con la tua visione delle cose, ritenendo l’ambito sportizo una deriva che, se da un lato enfatizza le particolarità di uno stile, dall’altro rischia di appiattirlo e impoverirlo (vedi il kumite).
      Per quanto riguarda nello specifico Unsu, una interpretazione come la tua penso sia molto interessante, e fra l’altro aderente alla genesi cinese del kata, dove tecniche del genere sono molto diffuse e applicate, persino in stili interni come il tai chi. Purtroppo è un dato di fatto che i praticanti di arti marziali tradizionali siano comunque una minoranza, e che fra questi i maestri che si dedichino a uno studio continuo e senza paraocchi (mi viene in mente l’ottimo Enzo Montanari) sono ancor meno.
      Detto questo, un karate senza kata non è più karate, e un kata senza un bunkai frutto di studio, non è un kata.
      All’origine delle arti marziali penso ci sia, e debba restare, la ricerca, dell’efficacia tecnica e del senso interiore della pratica. Tutto il resto è rumore di fondo, e commercio di tradizioni e conoscenza.
      Grazie della discussione!

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