Cioran. Ipse dixit

Se la melanconia è uno stato di trasognamento diffuso che non giunge mai a una grande profondità né ad un’intensa concentrazione, la tristezza presenta, al contrario, una serietà ripiegata su se stessa e un’interiorizzazione dolorosa.

Si può essere tristi da qualsiasi parte; ma mentre gli spazi aperti acuiscono la melanconia, quelli chiusi fanno aumentare la tristezza. Nella tristezza la concentrazione deriva dal fatto che essa ha quasi sempre una ragione precisa, mentre per la melanconia la coscienza non saprebbe individuare nessuna causa esterna.

So perché sono triste, ma non saprei dire perché sono melanconico. Prolungandosi nel tempo senza mai raggiungere un’intensità particolare, gli stati melanconici cancellano dalla coscienza ogni motivo iniziale, presente invece nella tristezza.
(Al culmine della disperazione, Adelphi, 1998)

Emil Cioran
Emil Cioran

«La felicità spinge al suicidio quanto l’infelicità, anzi ancora di più perché amorfa, improbabile, esige uno sforzo di adattamento estenuante, mentre l’infelicità offre la sicurezza e il rigore del rito.»

3 pensieri su “Cioran. Ipse dixit

  1. La felicità fa paura, non riesci a spiegarti il perchè di tale
    stato, quindi vorresti sopprimerla, nasconderla, dimenticarla.
    Perché qualcosa o qualcuno sta già pensando a trasformarla in
    dolore
    Buona giornata
    Ciao.

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