Ihsahn – After

ihsahn afterCon questo nuovo full-lenght album Ihsahn ci comunica la fine della sua prima trilogia solista, quel percorso iniziato immediatamente dopo gli Emperor, con i dischi The Adversary e AngL.
Chiaramente in After ci sono molte continuità con le prove precedenti, memorie di un percorso costruttivo ed evolutivo che, oggi, ci consegna un artista maturo, in grado di proporre in autonomia una visione musicale completa e complessa, con grande padronanza tecnico-strumentale.

Del black metal degli Emperor qui non c’è quasi più traccia, è bene dirlo. Del resto, non sarebbe forse il massimo essere giudicato e apprezzato solo per ciò che è stato fatto da adolescente, ormai vent’anni fa, e questo vale per ogni artista, credo.

Venendo al disco, la prima cosa a risaltare è l’impasto sonoro di qualità, creato da un’esperta scelta di suoni, e da un ottimo mixing (Jens Bogren).
Il songwriting di Ihsahn è, come sua abitudine, molto articolato e vario, proponendo cambi di tempo e atmosfere, momenti guidati da muri di suono (chitarre a 8 corde) e attimi di relativa calma acustica. E se in The Adversary l’ospite di lusso era il grande Garm (Ulver, Arcturus), in AngL Mikael Akerfeld (Opeth), qui abbiamo non una vox umana, ma il sax di Jorgen Munkeby, degli Shining norvegesi, che fa sentire pesantemente la sua presenza, proponendo, fraseggi, improvvisazioni e sonorità che rendono veramente particolare la resa finale dei brani in cui compare. I session men convocati per il comparto ritmico rispondono ai nomi di Lars Koppang Norberg e Asgeir Mickelson, dagli Spiral architect, che, ovviamente fanno un lavoro eccellente, coniugando abilità strumentali elevate e grande sensibilità esecutiva.

Tutto ciò per sottolineare come questo disco non sia il classico esempio di metal estremo, ma un lavoro di diversa concezione e aspirazione, per certi versi tendente a certo prog settantiano “illuminato” (King crimson), sebbene con una forte impronta metallica di fondo (ad esempio A Grave Inversed).
After si contraddistingue per una certa omogeneità strutturale di fondo, formando un concept musicale unitario, ma nel quale però si possono trovare notevoli cambi di registro, come i brani più meditati e acustici (After, Austere) e le due “suite” (Undercurrent, On The Shores) veri gioielli all’interno di un disco già notevole.

Ihsahn
Ihsahn

Nel bonus dvd contenuto nel packaging Ihsahn appare davvero a suo agio come one-man band, mostrando la sua competenza e preparazione con la naturalezza di chi sta percorrendo la sua strada in tranquillità.
Non c’è volontà di stupire con effetti speciali, ma solo voglia di portare avanti un discorso personale di ricerca, che può interessare o meno, ma che certamente va rispettato per l’impegno e la dedizione profusi.

Aldilà dei gusti personali, uno dei dischi “metal” migliori di questa prima metà del 2010.

3 pensieri su “Ihsahn – After

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