Le conseguenze dell’amore

Le_Conseguenze_dell_AmoreMolte volte mi capita, per un motivo o per l’altro, di giungere a vedere film clamorosamente belli solo anni dopo la loro uscita. E se questo fatto di per se, non è ne buono ne cattivo, perché un’opera d’arte, tendenzialmente, è un espressione che permane nel tempo, d’altro canto mi fa riflettere sui ritmi e sulle priorità dei miei consumi culturali.

Detto questo, parlare, a più di cinque anni di distanza, di un film come “Le conseguenze dell’amore” di Sorrentino, può sembrare inutile ed estemporaneo, ma, siccome ciò che mi ha fatto provare è stato non banale e non scontato, lo farò ugualmente.

Mi ha molto impressionato come un film (italiano) così pregno di silenzi, di interminati spazi grigi, potesse al contempo essere così vibrante e comunicativo. Merito di un lavoro d’equipe grandioso, regia/scenografia/fotografia/musica, ma soprattutto dell’interpretazione di un Toni Servillo in stato di grazia, che riesce a dar vita a un personaggio colossale, di certo non semplice, e a farlo uscire dallo schermo, grazie a una performance, anche fisica, ben al di sopra di qualsiasi media.

Un noir duro, crudo, ma a suo modo anche dolce e pieno di emozioni.
Un paradosso umano che vive per buona parte della sua durata di non detti, elisioni, fughe da se stesso. La diluizione di una vita in un lago di anestetici oppiacei, somministrati con rigore svizzero. Un segreto che giace in un posacenere esistenziale, catturato da un’impietosa, ma abilissima macchina da presa, che colora di sensazioni vivide e complesse anche i gesti più banali.

Titta Di Girolamo, uomo alla deriva, prigioniero in un albergo svizzero, e prigioniero del suo dolore. Nelle silenti volute di fumo delle sue sigarette la realtà si distorce e si scompone, perdendo di senso, sfocandosi lentamente.
Solo la risoluzione finale, salvifico/mortale bagno nel cemento, ridona metaforicamente a Titta la concretezza e la padronanza delle sue emozioni, spogliate dal cinismo di facciata, che serviva solo a mascherare la sua paura dei sentimenti umani, tenuti alla larga, per otto anni in stand-by.

Livida routine per sigillare se stessi, come un mantra esistenziale, all’interno di una bara vuota, ma vestito sempre in modo impeccabile. Eleganza, come cifra stilistica del nulla di un mausoleo, per un uomo tanto distinto quanto distante.
Le conseguenze dell’amore, degli amori, della loro presenza/assenza nella vita.
Come la forma vuota lasciata su un cuscino.
Ciò che è stato e se n’è andato.
Past life trauma.

Una delle esperienze cinematografiche migliori degli ultimi anni, sotto molti punti di vista.
Ed è tutto italiano.

Piacevole stupore.

Titta di GirolamoLa cosa peggiore che può capitare ad un uomo che trascorre molto tempo da solo, è quella di non avere immaginazione.
La vita, già di per sé noiosa e ripetitiva, diventa in mancanza di fantasia uno spettacolo mortale
”.
(Titta Di Girolamo)

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2 pensieri su “Le conseguenze dell’amore

  1. Come sempre o quasi poco da aggiungere compagno mio di mille discorsi intorno la settima arte.Servillo è maestoso,eclettico,performante come un cigno in un teatrino burlesque.Dopo l’ennesima prova di bravura,l’ennesima conferma di come si elevi ad essere il “migliore”senza grandi sforzi,parole ulteriori sarebbero contorno e basta.Come Pantani ai tempi d’oro,un uomo solo al comando.Altro mostro sacro di cui molto(o forse non abbastanza)si è parlato abbondantemente,tessendone lodi senza vituperare, è l’uomo dietro la macchina da presa,quel Sorrentino che insieme a Matteo Garrone forma il fiore all’occhiello dei nostri cineasti in Europa e nel mondo.Sorrentino trasforma con abilità straordinaria un plot asciutto e magmatico in un purgatorio asfissiante,un minimale ascensore verso le viscere della coscienza,ove i personaggi si muovono lenti ed inesorabili come guidati da un ordine(non solo morale)insovvertibile.Titta di Girolamo,uno zombie in doppio petto il cui respiro nicotinico esala flebile il suono della vita,di quella vita che solo il sacrificio estremo riconduce nei binari della dignità,dell’essenza,della resistenza.Film immenso.

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