Euronymous – No rest for the wicked

Euronymous tombstoneAnniversario della morte del black-metaller comunista per antonomasia, Øystein Aarseth, a.k.a. Euronymous, ucciso con 23 coltellate da Varg “Burzum” Vikernes.

Davvero un grande chitarrista black, prima di tutto, e poi una persona attiva nella promozione del proprio sottobosco culturale di riferimento, attraverso l’etichetta Deathlike Silence Productions, casa discografica rivolta principalmente alle band black metal emergenti, e al negozio di dischi metal Helvete.
Cose non scontate.

Un altro suo grande pregio, nel panorama culturale trve norwegian black metal, era il suo non allineamento all’imperante revanscismo di destra, anche, purtroppo, nelle sue connotazioni più estreme. Per contro era invece un’attivista di un movimento giovanile norvegese stalinista/maoista.
Scelta non banale.

Certo, il fatto che il famigerato Black metal Svarte Sirkel nei primi anni novanta abbia bruciato una cinquantina di chiese, profanato, pare, migliaia di tombe e fatto fuori qualche persona, non è forse il massimo, come credenziale, ma, del resto, non è nemmeno del tutto possibile, per i non addetti ai lavori (leggasi, le FdO) scindere la verità dalla finzione (ad esempio la vicenda di Dead), i fatti dalla pura mitomania.

Ciò che rimane, a distanza di due decadi dall’evento, è uno spirito musicale indomito, che si esprime attraverso quello che all’epoca davvero era un passo avanti, nel buio più nero, musicalmente parlando.

Aarseth_OysteinOra potrebbe essere facile incorrere in un suo ridimensionamento, visto che, ahimé, la morte fisica ha stoppato la sua recherche artistica, rispetto ai suoi più vivi colleghi (ad esempio Ihsahn, Hellhammer, Burzum stesso).
Chissà cosa e come avrebbe quindi suonato l’Euronymous del 2010?
Come e quanto sarebbe diverso il black, con la sua presenza?

Ma, come si sa, la storia non si fa con i se e con i ma, e nemmeno la musica.

Perciò, alla tua salute, Øystein!
Sono sempre i migliori che se ne vanno…

4 pensieri su “Euronymous – No rest for the wicked

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