Daybreakers

DaybreakersIn questo Daybreakers si fondono vari sottogeneri cinematografici, creando un’opera tutto sommato interessante, che si regge sulla bravura di tra attori di indubbia esperienza e talento, quali Ethan Hawke, Willem Defoe e Sam Neil.

Un film che si avvale di un’ingente produzione, tramite la quale il prodotto finito risulta davvero ben fatto e con il giusto appeal commerciale.
Il tema alla base è quello del vampirismo, declinato però secondo i dettami della fantascienza, e cioè ambientato in una realtà futura (2019), e con una massiccia componente scientifico-tecnologica.
L’idea attorno al quale si sviluppa la trama  è quella del ribaltamento dei ruoli, dominante/dominato, cacciatore/preda.

Trama (da Wikipedia):
”Nel 2019 un virus ha trasformato la maggior parte degli esseri umani in vampiri, i pochi esseri umani non contagiati vengono tenuti in vita come riserve di sangue. Ma la razza umana è destinata all’estinzione e la carenza di sangue inizia a scatenare feroci guerre tra diverse nazioni per il controllo del sangue.

Uno scienziato sta cercando un modo per salvare la razza umana. Grazie all’esperienza effettuata da Elvis (Willem Defoe), lo scienziato-vampiro Edward (Ethan Hawke), con l’aiuto di Audrey Bennett, cercherà di applicare su di se lo stesso tipo di cura, riuscendoci. La situazione è però al limite, le scorte di sangue umano non bastano più a soddisfare la popolazione dei vampiri, che senza l’apporto di sangue umano, inizia a subire una trasformazione diabolica.

Solo una cura efficace come quella scoperta da Edward può salvare la popolazione umana, ma i potenti, come Charles Bromley (Sam Neil), non ne vogliono avere a che fare. Quando si scopre però che il vampiro trasformato può a sua volta far ritornare umani i vampiri ecco che la popolazione umana può ritornare a vivere.”

In realtà il film, pur utilizzando parecchi stilemi classici dell’horror e dello sci-fi movie, si sviluppa con tempi e modi piuttosto personali, centellinando le fasi prettamente action. Piacciono le cromie utilizzate, che rendono bene l’aridità della notte vampirica, e il calore del giorno degli uomini.
Piace soprattutto il rimando etico, anche se logoro e abusato, del riscatto sociale degli oppressi, così come quello della bioetica e della biodiversità.

Con questa pellicola i fratelli Michael e Peter Spierig firmano un’opera tutto sommato riuscita, sebbene un pò lenta nello sviluppo, che affronta con la giusta originalità tematiche su cui si è detto e visto tutto.

Vampirismo in salsa P.K. Dick?
Un pò.
E non è male.

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