Kylesa – Spiral shadow

Kylesa - Spiral shadowDella nutrita e molteplice schiera di band post-core/post-metal attualmente in circolazione (guidate dal successo di acts come Mastodon, Baroness e, fino allo scioglimento, Isis), i Kylesa fanno parte a tutti gli effetti, ma, fortunatamente, il gruppo americano ha le sue particolarità a distinguerli da un sound che si sta un po’ troppo appiattendo su stilemi e stereotipi ormai frusti.

Sebbene band seminali e imprescindibili come i Neurosis abbiano già esplorato in lungo e in largo le potenzialità espressive insite nel genere, l’assenza di voci nuove e coraggiose nella scena comincia a farsi sentire.

I Kylesa tentano una manovra di aggiramento del problema, proponendosi con una formazione allargata, in cui trovano spazio, oltre ai  consueti due chitarristi, due voci, una maschile e una femminile, cosa abbastanza nuova, in questo campo, ma soprattutto due batteristi, ognuno con drum-kit completo, e non semplici effetti e percussioni. Ne consegue un sound pieno, corposo, che, soprattutto in cuffia, impressiona per l’ovvio spessore ritmico, col tocco simultaneo dei due drummer, che si dividono il canale sinistro e destro. Logicamente non bastano il volume e la quantità a rendere vincente il sound del gruppo di Savannah, perché se alla base non ci sono i necessari presupposti di idee, tecnica, talenta e mestiere, a poco varrebbero anche un’esercito intero di musicisti.

Questo loro quinto album, così come i precedenti, è una dimostrazione piuttosto palese della loro bravura, condensata in composizioni dinamiche, mutevoli, sempre arricchite da un piacevole tocco vintage, aggiunto dalla strumentazione d’annata, ma soprattutto dal dichiarato amore per ciò che concerne il rock stagionato, anni ’70.

Rispetto al precedente, e spettacolare, “Static tensions” (2009), il nuovo “Spiral shadow“ (edito da Season of mist) si presenta da subito come una release più rilassata, meditativa e lisergica. Non mancano i momenti metallici, le cavalcate HC, le parti in doppia (anzi quadrupla) cassa, ma questa volta a farla da padrone sono le sfumature melodiche, le sezioni strumentali, spesso clean, in cui il gruppo si produce con estrema naturalità e istintività, seguendo un piacevole e riconoscibile gusto melodico. Come sempre le vocals di Laura, sia pulite che aggressive, ben si associano al panorama sonoro composto, e fanno il paio con le meno presenti ma altrettanto efficaci prove al microfono del mastermind Phillip Cope.

Chi già conosce il sound del gruppo saprà facilmente ritrovarsi in composizioni immediate e coinvolgenti come “Tired climb”, “Cheating Synergy”, oppure, più avanti nella track-list, “Don’t Look Back” e  “Back and Fort”. Le maggiori novità arrivano da brani come “Drop Out”, “Crowded Road”, la title-track e la conclusiva “Dust”. In queste composizioni l’avvenuta maturazione artistica del gruppo è ben percepibile, in quanto i cinque non s’accontentano più solamente di pestare duro sui propri strumenti, ma sviluppano discorsi e temi musicali più complessi, dando il giusto spazio anche alle linee vocali, mai così armoniche, e alla scelta dell’effettistica, che va a ispessire le trame di un sound di certo non banale.

Probabilmente tutto questo lavoro sulle proprie potenzialità espressive è stato possibile grazie alla regia interna, in fase di registrazione e produzione, operata dai membri stessi della band (in primis Cope), che hanno dunque avuto tempo e modo di sperimentare. Tutto ciò emerge chiaramente dalla visione del making-of presente nel DVD che accompagna l’edizione speciale del disco (con lo psichedelico artwork di John Santos ancora più bello, grazie alla grafica 3D), nel quale è possibile vedere direttamente il processo di rehearsal e di registrazione dei singoli strumenti, ed è apprezzabile come il gruppo si senta davvero a proprio agio a jammare in studio, e a provare nuovi setting sonori.

Ma tutto questo rappresenta solo una chicca extra a un piatto la cui degustazione è già ottima e gustosa. Un’altra grande conferma da parte di una band che continua, con la necessaria passione e sincerità, a portare avanti il proprio percorso artistico.

1. Tired Climb 03:21
2. Cheating Synergy 02:52
3. Drop Out 04:29
4. Crowded Road 03:30
5. Don’t Look Back 03:21
6. Distance Closing In 03:52
7. To Forget 03:33
8. Forsaken 03:42
9. Spiral Shadow 05:13
10. Back and Forth 02:33
11. Dust 03:45

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