Autostop con Buddha

Autostop con BuddhaThe Hitchhiker Guide’s to Japan, altrimenti detto, per noi italioti, Autostop con Buddha.
Non un romanzo, non un saggio, non un diario di viaggio, ma in realtà tutte e tre le cose, ben impacchettate insieme dal gaijin Will Ferguson, improbabile pellegrino da Capo Sata, Kyushu, a Capo Soya, Hokkaido, l’estremo sud e la punta nord del Giappone.

Un viaggio indi(e)pendente, fatto soprattutto di esperienza diretta e stretto contatto umano, come quello che si può trovare nell’abitacolo di una macchina, mezzo di trasporto (e relazione) privilegiato dell’autore, in un ottica DIY e back-to-the-roots che riporta gradevolmente alla mente il peregrinare di personaggi come Matsuo Bashō.

Haiku a parte, che pure fanno spesso la loro comparsa, fra le pagine del libro, il fulcro della narrazione sta proprio nella solitaria esperienza di viaggio, nell’infinitamente piccolo dei pensieri che si susseguono senza soluzione di continuità, nella mente dell’autore, nell’infinitamente grande dei paesaggi mutevoli e sorprendenti dell’arcipelago nipponico, sulle tracce delle Fronte dei Ciliegi.

Già, perché la motivazione di tanto peregrinare, è data dalla poetica/ingenua/pittorica/infantile volontà di inseguire il progressivo sbocciare dei sakura, uno dei più intimi e potenti simboli unificatori del Giappone, come società e come cultura, allegoria dell’impermanenza e della transitorietà delle cose.

Ma come in tutti i viaggi che si rispettino, la persona che parte è ben di versa da quella che giunge a destinazione. In mezzo c’è un mondo, e in questo caso la contraddittoria, assurda e straordinaria società/cultura nipponica, perennemente in bilico su un’infinita serie di contrasti, dissidi interiori, a volte brillantemente risolti con il loro proverbiale sincretismo, altre ancor più accentuati dall’incursione del post-moderno nella vita di tutti i giorni.

Autostop con Buddha è quindi una lettura alquanto interessante e densa di spunti di riflessione, ricca di riferimenti storici, culturali, artistici e filosofici, tale per cui riesce, con spontaneità, allegria e piacevolezza, a offrire diversi punti di vista e opinioni, in grado di ampliare e assortire la conoscenza a distanza di questo strano, bellissimo paese che è il Giappone.

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