Test for echO)))))

Edouard Boubat
“Lo spirito creativo dell’artista, pur condizionato dall’evolversi di una malattia, è al di là dell’opposizione tra normale e anormale e può essere metaforicamente rappresentato come la perla che nasce dalla malattia della conchiglia: come non si pensa alla malattia della conchiglia ammirandone la perla, così di fronte alla forza vitale dell’opera non pensiamo alla schizofrenia che forse era la condizione della sua nascita.”
(K. JaspersGenio e follia, 1922)

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3 pensieri su “Test for echO)))))

  1. No, non credo a queste cose; se per schizofrenia si intende il nostro vivere giornaliero nel caos, nella estrema velocità o nell’inferno nel quale ci troviamo insomma allora si certamente da tutto ciò scaturiscono anche opere d’arte. Se intendiamo invece la pazzia come condizione patologica che può produrre arte allora penso proprio che sia impossibile. Van Gogh non era affatto demente o pazzo che dir si voglia, basta guardare bene le sue opere. Un fuori di testa non può concepire, organizzare, equilibrare e rappresentare geometrie forme e colori e riuscire poi a dare a essi senso spessore animistico ed emozione.

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    1. Non sono molto d’accordo col tuo punto di vista. Sopratutto per quanto riguarda l’esempio di Van Gogh, per il quale oltre 150 psichiatri hanno tentato di classificarne i numerosi, inequivocabili disturbi, con il risultato di circa 30 diagnosi diverse… C’è però una considerazione importante, che mi porta a condividere, in parte, la tua opinione: i momenti in cui Van Gogh dipingeva le sue opere coincidevano con le fasi in cui era relativamente libero dai suoi disturbi, momenti di relativa calma interiore, nei quali la mente aveva modo e maniera di concepire, organizzare, equilibrare e rappresentare geometrie forme e colori, come dici tu… Diversamente, in questo come in altri casi simili, quando la psicosi riemerge con prepotenza, rende impossibile qualsiasi atto artistico volontario, disintegrando l’identità in una miriade di frammenti sospesi (cfr. Schama, “The Power of art”)… Non c’è un rapporto diretto causa-effetto fra patologia e opera, quanto piuttosto un’unica psiche, e la sua ritmatologia di stati alterati, che, come una perla, costantemente avvolgono l’identità di ulteriori strati, rendendo talvolta più evidenti, talvolta più difficili i nessi e le correlazioni interpretative fra gli elementi che la compongono…

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