Voilà: mon panache!

La pura poesia di un attimo, di un’emozione, attraverso un’interpretazione che è per me un inscindibile collegamento fra infanzia e (presunta) adultità. TOTEM è stata forse l’esperienza di rivelazione più concentrata e concreta del potere salvifico dell’arte, nelle sue varie declinazioni, in grado di afferrare la mia mano, semi sommersa fra le onde del destino, e trascinarla verso riva, in una terra improvvisamente nuova, ricca di colori, suoni, sensazioni, non importa quanto intense, purchè sempre orgogliosamente vive.

Tutto ciò ricordo di averlo percepito chiaramente, assieme alla commozione per queste parole, provenienti da un tempo ormai lontano, ma così prossime e vibranti da essere da quel momento sempre al mio fianco. Sono passati quasi vent’anni, da quell’attimo d’agnizione,  e, per quanto sciocco possa essere, senza quest’uomo non sarei la persona che sono, o forse, più probabilmente, non sarei e basta. Tempus fugit, virtus manet…

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