So long Robin…

Robin Williams

Forse non interessa a nessuno, ma, in un modo o nell’altro, Robin Williams è stato una presenza costante della mia formazione, una sorta di surrogato educativo abitante in svariati mondi sostitutivi, che avevano sempre molto da darmi, in termini di fascinazioni culturali, morali, educative e semplicemente intrattenitive. Di conseguenza abbiamo passato davvero molto tempo assieme, sebbene attraverso il tramite dello schermo e dell’interpretazione (la mia, delle sue)…

Il suo volto e la sua voce sono dati familiari per la mia mente, e non mi serve certo wikipedia per elencare diverse pellicole in cui ha lavorato, e reso appunto indimenticabili, assieme per altro a molti dei più grandi cineasti contemporanei. Così di getto ecco dove lo ricordo con maggior intensità e affetto:

  • Mork & Mindy (1978-1982)
  • Il mondo secondo Garp (1982)
  • Good Morning Vietnam (1987)
  • Le avventure del barone di Münchausen (1988)
  • Dead Poets Society (1989)
  • Risvegli (1990)
  • La leggenda del Re Pescatore (1991)
  • Hook – Capitan Uncino (1991)
  • Jumanji (1995)
  • Good Will Hunting (1997)
  • Al di là dei sogni (1998)
  • Patch Adams (1998)
  • L’uomo bicentenario (1999)
  • Insomnia (2002)
  • Man of the Year (2006)

E sapete cosa c’è di bello in questo momento triste? Che, nonostante tutto, lui lì ci sarà sempre, come suggerito in quest’altra sua iconica interpretazione:

“Puoi arrivare a perderti. Perdi tutto: i confini, il senso del tempo… Due corpi possono unirsi a tal punto che non sai più chi è chi e cosa è cosa. E quando la confusione raggiunge quell’intensità, ti sembra di morire… e in un certo senso muori, e ti ritrovi da solo nel tuo corpo, separato, ma la persona che ami è ancora lì. E puoi tornarci tutte le volte che vuoi, con la persona che ami.” (L’uomo bicentenario, 1999)

So long Robin…

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7 pensieri su “So long Robin…

    1. Era buffa, come firma, ma te l’ho corretta, if you don’t mind 🙂 Sai, sotto un certo punto di vista L’attimo fuggente e Will Hunting hanno intessuto in me un filo rosso che si lega alla mia crescita, attraversando età della vita tanto diverse quanto delicate, e illuminandole con una luce speciale, dotata di quel calore di cui la realtà sembra, talvolta, essere sprovvista…

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      1. I don’t mind at all!
        Capisco benissimo. Per me è stato ed è così, in varie età della mia vita, per quasi tutti i suoi film, gli spettacoli, persino (o ancor più) le interviste. Era un uomo di notevole profondità e più lo “studio”, più me ne rendo conto. Luce e calore sono sicuramente due parole che gli si addicono. Così come libertà, coraggio, tenerezza, allegria e molte altre. E’ una fonte di ispirazione costante, persino nelle ombre, o nelle cose che gli sono riuscite meno. Amo moltissimo raccontare tutte le cose che ha fatto, mi sembra così di mantenere un po’ di quella luce nella mia vita (e per quanto possibile, anche in quella di altri)

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        1. Hai ragione… il senso più profondo di quella scintilla d’immortalità donata dall’arte è proprio qui, nella trasmissione di un’esperienza, di un sogno, di un sorriso, di persona in persona, come un salvifico contagio di vita e speranza… atteggiamento di cui Robin era sicuramente maestro 🙂

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