From the depths #27: Hybrid Nightmares

Hybrid Nightmares - The First Age

Direttamente da Melbourne, Australia, i semi-sconosciuti (almeno in questo emisfero) Hybrid Nightmares sono un interessante quintetto black con le idee molto chiare: esprimersi liberamente lungo le direttrici di un macro-genere che, col tempo, si sta dimostrando terreno sempre più fertile per la sperimentazione dei linguaggi musicali. In questo caso abbiamo sul piatto la prima parte di una tetralogia tematica, che comprenderà più di 100 minuti di musica, suddivisi in quattro Ep, ognuno dedicato a un’era della razza umana.

“The First Age” dipinge infatti una mitica età dell’oro, il Satya Yuga della cosmologia induista, “l’età in cui si era felici”, il periodo (lungo 1.728.000 anni) durante il quale tutti i dettami religiosi e morali sono rispettati, la vita umana dura circa 4000 anni e il male non esiste, come espresso dalla seconda traccia, “Illumination”.

Con la morte del primo uomo, le vestigia del caos annunciano una nuova era, il Treta Yuga (età dell’argento) segnato da un primo declino morale (“The Second Age“, in uscita ad aprile 2015). La terza era, il Dwapara Yuga (età del bronzo, che per la cronaca si sarebbe concluso nel 1899), porta un’ulteriore degenerazione e decadenza dell’uomo (“The Third Age“, agosto 2015).

Hybrid Nightmares - 4 agesDopo questo arriva l’oscuro Kali Yuga (“The Fourth Age“, novembre 2015), un’era oscura, caratterizzata da numerosi conflitti e da una profonda e inesorabile ignoranza spirituale. Si narra che alla fine di questo ciclo apparirà Kalki, decimo e ultimo avatar di Viṣṇu, il distruttore del male che metterà fine al mondo così come lo conosciamo. La Storia cadrà nell’oblio e la Terra vedrà l’alba di un nuovo perfetto paradiso terrestre.

Appare quindi palese l’impressionante quantità di tematiche, concetti e simboli, che vanno ad abbracciare praticamente tutto lo scibile umano, qui opportunamente tradotto in musica, con invidiabile dono di sintesi, attraverso un black mai troppo esagerato nei toni, ma al contrario dedicato sopratutto alla creazione di ritmi coinvolgenti (tradizione thrash docet) ed eterogenei.

Il progetto degli Hybrid Nightmares è quindi da tenere in grande considerazione, perché, se saprà mantenere queste ottime premesse, diventerà un’opera di primo piano, non solo nel genere, ma per quanto riguarda la scena della musica pe(n)sante contemporanea.

The cycle repeats. And repeats again.
But every age has its story, and every story has its teller.

Annunci

Un pensiero su “From the depths #27: Hybrid Nightmares

E tu cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...