No frills #15: Dødheimsgard

Dødheimsgard - A Umbra OmegaChi l’avrebbe mai detto? Questo il mio primo pensiero all’ascolto dell’inatteso comeback discografico dei Dødheimsgard, antesignani (dal 1995) di un certo modo di fare e intendere l’avanguardia in campo black. Già, perché dopo il non brillante “Supervillain Outcast” (2007) non avrei scommesso un euro sul futuro della band, sopratutto alla luce della dipartita di Aldrahn, fondamentale quanto istrionico vocalist, ora tornato al suo posto dietro al microfono.

Come non detto, quindi, perché il nuovo “A Umbra Omega” è un solido e brillante attestato di ottima salute artistica, concretizzato in un concetto di forma-canzone fluviale e cangiante, a tutti gli effetti composto come delle piccole suite black, sia per minutaggio (dagli 11 ai 15 minuti), sia come alternanza fra sezioni tirate e momenti più sperimentali, in cui un certo uso dell’elettronica, che la faceva da padrone nel pionieristico “666 International” (1999), ritorna qui a uso e consumo di un approccio più narrativo e atmosferico.

Sebbene la matrice di fondo resti assolutamente black, come orgogliosamente sancito dalle chitarre di Vicotnik e dalla batteria di Terghl (cfr. l’incipit di “The Unlocking”), la performance vocale imprevedibile e sopra le righe di Aldrahn (sentito recentemente anche con l’ottimo progetto The Deathtrip), da vita a un impasto sonoro dagli ampi confini, in grado di tenere viva l’attenzione, malgrado la considerevole durata proposta (“Aphelion Void”).

A Umbra Omega” è quindi un’opera monolitica e omogenea, nella sua assoluta e costante eterogeneità, e sebbene richieda opportuna attenzione e qualche ascolto in più della norma, è facilmente metabolizzato, grazie all’immediatezza dei suoi pattern, in cui si riconoscono il solito talento e un ritrovato entusiasmo compositivo. Detto questo il nuovo corso dei cinque osloensi si candida pericolosamente a primeggiare in un anno già ricco di contender, per quanto riguarda la frangia avanguardista del black (Solefald, Enslaved, prossimamente Arcturus). Bentornati Dødheimsgard!

Dødheimsgard_photo

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