From the depths #31: Downfall of Nur

Downfall of NurDownfall of Nur è il nome di un progetto artistico davvero degno di nota, concepito all’ombra dell’affascinante e misteriosa cultura autoctona sarda, da cui prende appunto la radice del nome (Nur sta per “civiltà nuragiga”). Al debutto ufficiale sulla sempre valida Avantgarde Music con “Umbras de Barbagia” (regione costituita dall’areale del Gennargentu e dell’Ogliastra, dal Supramonte e dal nuorese), Downfall of Nur è la creatura di Antonio Sanna, connazionale ora residente in Argentina, ma che evidentemente ha ancora il cuore e lo spirito ben saldi nella sua terra natia.

Le coordinate stilistiche sono quelle di un atmospheric black profondamente contaminato dal folk e dalla musica etnica locale, quale indispensabile veicolo dell’identità culturale, prima ancora che artistica, qui ben determinata ed espressa.

L’album consta di soli cinque brani, ma si attesta a quasi un’ora di durata, indice di una volontà compositiva votata alla narrazione articolata e diffusa, che infatti descrive la parabola della civiltà nuragiga, dall’età dell’oro alla sua caduta, fra le ceneri e l’oblio delle ombre del tempo.

Downfall of Nur_photoCredo che sia molto particolare e interessante l’intenzione di legare uno strumento espressivo come il black, per sua natura iconoclasta e sovvertitore, alla comunicazione di un’eredità storica locale, che esprime la puntiforme moltitudine delle tracce lasciate dall’uomo nel tempo. Un’ennesima riprova dell’innata elasticità e malleabilità di un genere musicale troppo spesso archiviato semplicisticamente, senza tenere conto delle sue ormai infinite metamorfosi.

Ma torniamo ai Downfall of Nur, il lavoro del giovane artista sardo è davvero notevole, nella sua non comune capacità di sintesi ed espressività, che si può per comodità avvicinare a quanto fatto dai migliori Drudkh, piuttosto che alla scena black cascadiana (Agalloch, WitTR). Etichette stilistiche a parte “Umbras de Barbagia” è una solida costruzione artistica, imponente e affascinante proprio come i misteriosi megaliti a cui si ispira, e malgrado il considerevole minutaggio utilizzato, risulta un ascolto immersivo e immediato, in grado di suscitare atmosfere e impressioni profonde e vaste, come un vero viaggio nel tempo e nella storia, attraverso suoni antichi ma ancora vivi e vibranti.

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