Arcanus times #8: True Kings of Norway

True Kings of Norway

True Kings of Norway” è una compilation (ed. 2000) che consiste in 5 diversi demo EP a firma Emperor, Immortal, Dimmu Borgir, Arcturus ed Ancient. Com’è facile intuire si tratta di alcuni fra i nomi in assoluto più influenti dell’intera seconda ondata black, quella del celebre lustro ’90/95, che infatti risulta qui perfettamente espresso.

L’idea della Spikefarm Records di riunire sotto un’unica release queste opere altrimenti di non facile reperibilità è encomiabile, sopratutto se si considera la cura del dettaglio a livello informativo, come dimostra l’impressionante diagramma che collega le varie band della costellazione black norvegese con cui hanno a vario titolo collaborato i diversi musicisti qui presenti, illuminando diversi percorsi relazionali, più o meno noti, ma dimostrando in primis quella capillare rete di contatti che è alla base del successo dell’intero movimento norvegese. Per la serie l’unione fa la forza, con buona pace dell’Inner Circle.

True Kings of Norway flow chart

Ma veniamo alla musica. Le prime tre tracce appartengono al demo “As the Shadows Rise”, pubblicato dagli Emperor nel 1994, fotografando la band (ancora con Mortiis al basso) in una versione ben più grezza e primordiale del solito, per certi versi assai vicina proprio agli Immortal, il cui seguente omonimo 7”, edito nel 1991, rimane come uno dei seminali cardini stilistici dell’intero genere in questione.

Dimmu Borgir 1994E’ quindi la volta dei Dimmu Borgir, che, ben prima dei fasti e della celebrità, si limitavano alla figura di umili mestieranti del metallo nero, perché è evidente come il pur buono “Inn i evighetens mørke” (1994) non sia altro che la riedizione di stilemi già ormai consolidati (vedi sopra). Menzione speciale per “Raabjorn Speiler Draugheimens Skodde”, ad oggi ancora una delle loro canzoni migliori. Visti i risultati, forse sarebbe stato meglio se Shagrath avesse continuato con la batteria, e Tjodalv con le chitarre, e non viceversa…

Per il dittico proposto dagli Ancient nello stesso anno possono valere le stesse considerazioni e valutazioni, malgrado la band di Aphazel non sia poi stata capace del grande salto di qualità compiuto dai Dimmu, chissà se per destino o virtù. Tuttavia “Det glemte riket” è a pieno titolo il loro cavallo di battaglia. Gli sfigati della compagnia.

Chiudono la retrospettiva gli Arcturus, in una irriconoscibile versione raw & grim antecedente l’ingresso in formazione di quel Garm che, evidentemente, è stato uno dei fondamentali motori della spinta avanguardista interna al genere. Due brani comunque interessanti, sopratutto la morbosa “My Angel”, che dimostrano come anche le grandi band necessitino di periodi di svezzamento e focalizzazione delle proprie idee.

Emperor 1994Per tutto quanto sopra esposto risulta evidente come “True Kings of Norway” sia davvero un must per tutti die-hard fan del genere, che non possono prescindere dalla conoscenza dei brani in oggetto, qui forniti in un colpo solo. Cinque importanti tasselli della storia del black norvegese in un’elegante confezione b&w, come si usava nei bei vecchi tempi in questione. True Kings. True Kult.

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