Arcanus times #9: Primus

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Di seguito ho il piacere di ospitare un nuovo ricordo musicale illustre del buon amico Lorenzo, che questa volta ci scrive del suo gruppo preferito: i Primus. Gruppo assolutamente unico nel suo non-genere, e altrettanto fondamentale per la storia della musica pe(n)sante contemporanea, in quanto a pieno titolo fra i padri di ogni possibile accezione di crossover. Buona lettura!

“Mettiamo subito le cose in chiaro, in modo tale da dare una certa parvenza di logicità al mio argomentare odierno: per il sottoscritto il folle trio, capitanato dall’altrettanto folle (forse anche di più) Les Claypool, rappresenta l’amore assoluto, i numeri UNO della musica.

Ed allora oggi vi voglio parlare del loro esordio uscito nel lontano 1989; un disco dal vivo registrato in due serate successive nella nativa California. Titolo dell’opera e copertina già rendono assai bene l’idea del bizzarro e folle mondo costruito intorno al suono di questi autentici mattacchioni, guidati dal basso fiocinante e dalla voce da cartone animato del leader Les. Accompagnato nelle sue gesta tragicomiche dalla chitarra multiforme di Larry Lalonde, che già si era fatto notare giovanissimo nei Possessed, e dalla batteria di quel funambolo e campione del controtempo recante il nome di Tim “Herb” Alexander.

primus_-_suck_on_this_-_bookletL’inizio del live è un qualcosa di travolgente: i nostri per una trentina di secondi omaggiano i canadesi Rush ed il brano “YYZ”; subito dopo inizia la storia del pescatore John, “John the Fisherman” appunto. Ritmi sincopati, testi ironici: funk-metal, hardcore ragionato, fusion, prog…ecc..ecc… Una forma di crossover mai udito prima, con quella carica di sano divertimento che da sempre accompagna le gesta di questi tre fenomeni musicali.

Si prosegue con “Groundhog’s Day”, dove dimostrano una tecnica non comune, passando poi per “Tommy the Cat” (ancor oggi un loro cavallo di battaglia dal vivo) e si arriva felici e contenti tra grasse risate al finale dinamitardo della conclusiva “Frizzle Fry”.

Prendete Minutemen, Frank Zappa (sia sempre lodato il genio di Baltimora), Rush, King Crimson, Residents: centrifugateli e smembrateli ed otterrete il meraviglioso suono dei Primus: a mio giudizio, nemmeno troppo sindacabile, inarrivabili per chiunque…AZZ…

primusVisti dal vivo cinque volte: una goduria infinita. E sono sempre rimasto affascinato da una cosa nei loro concerti: i tre baldi musichieri non si degnano mai di uno sguardo durante lo show. Tutto è calcolato, tutto è finalizzato, tutto è matematico: a questo punto concedetemi di usare per loro il termine, troppo spesso abusato, di GENIALITA’.

L’inizio di una carriera che ancora prosegue tutt’ora: Les ha sempre scritto, registrato e prodotto ciò che ha voluto, senza tener conto di mode e tendenze; non gli importa di vendere, non gli importa di arrivare. Suona molto semplicemente per se stesso e per il piacere che prova nel farlo; del resto “Primus sucks”!

Fatevi catturare da queste note…sono certo che non ve ne pentirete!!!!”

Lorenzo

 

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