Grazie, Oliver…

Oliver Sacks

“Qualche settimana fa, in campagna, lontano dalle luci della città, ho visto il cielo intero «spolverato di stelle» (per dirla con Milton); un cielo come questo, pensavo, si può vedere solo su altipiani elevati e desertici, come quello di Atacama in Cile. Questo splendore celeste mi ha fatto improvvisamente capire quanto poco tempo, quanta poca vita, mi siano rimasti. La mia percezione della bellezza del paradiso, dell’eternità, era per me inseparabilmente mescolata con un senso di transitorietà — e di morte. Ho detto ai miei amici, Kate e Allen: «Mi piacerebbe vedere di nuovo un cielo come questo mentre muoio». «Ti porteremo fuori con la sedia a rotelle», mi hanno risposto. Da quando, a febbraio, scrissi di avere un tumore metastatico, sono stato confortato dalle centinaia di lettere che ho ricevuto, dalle espressioni di affetto e di apprezzamento, e dalla sensazione che forse ho vissuto una vita bella e utile. Tutto questo mi riempie di gioia e di gratitudine — ma nulla mi ha colpito tanto quanto quel cielo notturno pieno di stelle.”

(Oliver Sacks)

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