No frills #29: Barbelith

BarbelithMisterioso quartetto del Maryland, i Barbelith escono qualche tempo fa, sulla sempre interessante Grimoire Records (ricordo i grandi Snakefeast), con “Mirror Unveiled”, ora edito anche in edizione limitata in vinile.

L’album in questione è un imponente tetralogia geek-black, affine perciò a quegli stilemi resi recente celebri da gruppi come Deafheaven e Ghost Bath, ovvero un black ipercinetico e caleidoscopico, quasi uno shoegaze alla velocità della luce, in cui l’oscurità originaria del genere assai meno percepibile che altrove, data l’elevata saturazione armonica generalmente presente nei brani.

Tutto ciò ben si applica anche ai Barbelith, dotati per altro anche di considerevoli doti tecniche (notevole sopratutto la batteria), come ben esemplificano i compositi scenari di “Astral Plane” e “Black Hole of Fractured Reflections”, vere jam-session black, mutevoli e cangianti.

Disco che in poco più di mezzora sa regalare parecchie soddisfazioni uditive, “Mirror Unveiled” è un’aggiunta di assoluto rilievo nel panorama stilistico in questione, in attesa del ritorno delle teste di serie Deafheaven, sempre più lanciato nell’olimpo hipster, con tutti i pro e contro del caso… Meglio forse puntare sull’anonima integrità dei Barbelith, che non ci mettono la faccia, ma di sicuro il 100% delle capacità coi loro strumenti.

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