No frills #31: Corpser

11150730_1061624050533611_5999330590542119166_nAll Black Nothing”, canto del cigno dei Corpser, disponibile gratis digitalmente, o in copia fisica al prezzo speciale di $2, davvero una piccola somma per celebrare un quintetto assolutamente valido e capace, come si può facilmente giudicare all’ascolto di brani semplici ma d’impatto come “The Devil Can’t Write No Love Songs” e “LeVar Burzum”, ma in grado anche di spingere a fondo sul pedale della psichedelia prog, come nella splendida conclusione “Bile for the Vile.”

Quintetto nato fondendo stilemi black e crust, i Corpser sono riusciti a codificare in fretta un loro modus componendi, perfettamente in linea con quanto di meglio recentemente espresso dalla scena USA (Young and in the Way, Abstracter, The Secret, Trap Them). Piacciono le vocals HC-style di Keegan Waggett, così come il basso pulsante di Cameron Davis (anche manager della label Blue Bedroom Records), che arricchiscono di fondamentali tonalità gravi e pesanti un album aggressivo ma anche immediatamente godibile.

Nella speranza che questo non sia un addio, ma soltanto un arrivederci, cari Corpser.

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