La lanterna dei sogni

Isssa stone-lantern-sumie

Ancora una volta
qualcuno mi oltrepassa –
sera d’autunno

C’ero soltanto.
C’ero. Intorno
cadeva la neve.

La prima lucciola,
perché te ne vai?
Sono Issa.

Vapori:
nella luce della luna
un inizio di primavera.

Nuvole di zanzare,
tutto sarebbe spoglio
senza di loro.

Ad ogni cancello
la primavera comincia
dal fango sui sandali.

Non piangete insetti;
gli amanti, persino le stelle,
devono separarsi.

O luna del monte,
illumina la via
al ladro dei fiori.

Solitudine:
dovunque guardo
vedo violette.

Ranocchietto ossuto,
non lasciarti sconfiggere!
Issa è qui, a incoraggiarti

Perle di rugiada:
in ognuna vedo
il mio villaggio.

(Kobayashi Issa)

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2 pensieri su “La lanterna dei sogni

    1. Concordo… per quanto meno organica di quanto un’occidentale possa immaginare, l’estetica giapponese si basa su concetti molto profondi e ricchi di sfaccettature, nonché ben radicati nella cultura e nella società, come mono no aware (物の哀れ), wabi-sabi (侘寂), shibusa (渋さ) e yūgen (幽玄), qui splendidamente condensati dal maestro haijin Issa. Grazie della visita!

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