L’erba tornabuona

Dunhill Early Morning PipeTermine dal fascino tipicamente tolkeniano, “erba tornabuona” non è nient’altro che l’antico nome italiano del tabacco (dovuto alla sua introduzione in Italia da parte dell’abate Nicolò Tornabuoni). Coincidenza non del tutto fine a sé stessa, visto che il tabacco è stato in origine e a lungo considerato e utilizzato come droga farmaceutica.

Infatti, al pari e ancor di più di altre piante della stessa ricca famiglia, le solanacee (patate, melanzane, pomodori, peperoncini, peperoni, bacche di Goji, ma anche mandragora, belladonna e stramonio), ha avuto un impatto quantomeno diretto sulla vita e sulla socialità umana.

Il suo principio attivo, la nicotina, è un alcaloide parasimpaticomimetico che agisce estendendo l’effetto positivo della dopamina, provocando un aumento della produzione di beta-endorfine e quindi un effetto, oltre che stimolante, anche rilassante sull’organismo.

Ma al di là dei risvolti prettamente biochimici e medici è nell’atto stesso del fumo che il tabacco ha la sua vera dimensione e sviluppo, riuscendo a travalicare lo spazio e il tempo, dalle Indie di Sir Walter Raleigh e John Rolfe (sì, proprio quello di Pocahontas) ad Alfred Dunhill, per restare negli aristocartici territori anglofoni, anche se l’uso del tabacco ha intersecato tutto il mondo, sia a livello economico e commerciale, sia culturale.

William Michael Harnett - Natura morta con tabacco Three Castles (1880)
William Michael Harnett – Natura morta con tabacco Three Castles (1880)

Dal calumet della pace dei nativi americani alle kiseru giapponesi, dal pregiato tabacco di Laodicea, meglio noto come latakia, al nostro rustico kentucky, la geografia e la storia del tabacco (e della pipa, suo “tempio” per definizione) disegnano una vasta quanto articolata rete di contatti, riferimenti, coincidenze ed eredità, che, viste in prospettiva, sono quanto di più affascinante ci possa essere da approfondire, in una scoperta continua di curiosità e affinità che non cessano mai di sorprendermi, sebbene, sotto molti punti di vista, l’età dell’oro del fumare la pipa sia ormai un ricordo lontano…

In ogni caso questo voleva essere solamente un piccolo tributo al ruolo benefico e salvifico che l’erba tornabuona svolge nella mia vita, permettendomi di ritagliare una parentesi di serenità e riguardo a me stesso ogni qualvolta accendo la pipa, come notò anche il buon Einstein… A proposito, direi che è il caso di fare una delle profumate pause di cui sopra, con in sottofondo “So oft ich meine Tobackspfeife” opera BWV 515a del vecchio J.S. Bach, altro illustre pipe-smoker.

Buone fumate a tutti!
Buone fumate a tutti!
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2 pensieri su “L’erba tornabuona

    1. Grazie mille per le belle parole! Già, la pipa è uno di quegli aspetti materiali dei “bei vecchi tempi andati” che vale davvero la pena recuperare, se non altro per dare un diverso valore al proprio, di tempo… un elogio della lentezza 🙂

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