Canto della ragazza torturata

john-berryman

Dopo un po’ non avrei saputo dire –
Ma nessuno me lo chiese – perché ero lì.
Lo chiesi io. Il soffitto del luogo era alto
E c’eran rumori improvvisi; li facevo io.

E oggi devo esserci stata per molto:
Non c’era più la minestra quando mi riportarono.
Spesso “Ora nulla di peggio può capitarci”,
Pensavo, l’inverno che i giovani stettero via,
Morì mio zio, mia madre ruppe la stampella.

E poi la strana stanza dove la luce più fulgida
Non riluce su quegli uomini strani: ma su di me.
Li sento stirarmi la giovinezza e menare le sferza.
Il dolce vento soffia bei rami senza foglie
Con un suono lieve, più tenue d’un lamento;

Su un altro passo ove un tempo mettemmo le tende
Restai sveglia per minuti a udire la mia gioia.
– Non ricordo più che cosa vogliono –
Restai sveglia per minuti a udire la mia gioia.

(John Berryman)

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