Attacco di fame

temple-of-the-dog

Beh, non m’importa rubare il pane
dalle bocche di ricchi decadenti,
Ma non posso sfamarmi sugli inermi
Quando il mio piatto è già stracolmo

Ma il cibo è già in tavola
E i fornelli sono accesi
Stanno sfornando bambini
E gli schiavi sono al lavoro

Il sangue è sul tavolo
Le bocche si stanno strozzando
Mentre io sto diventando affamato

Ma il cibo è già in tavola
E i fornelli sono accesi
Loro stanno sfornando bambini
E gli schiavi sono al lavoro

E il cibo è sulla tavola
E le loro bocche si stanno strozzando
Ma sto diventando affamato, così affamato
Ma sto diventando affamato, così affamato

(Traduzione di “Hunger strike” – Temple of the Dog)

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7 pensieri su “Attacco di fame

  1. Grande!!!! Grande !!! Grande !!! Non posso dire altrimenti. Questo disco rimane nella storia, un elegia al dolore per una delle voci che hanno fatto grande il sound di Seattle, quell’Amndrew Wood morto prematuramente due settimane prima dell’usciata dell’album di debutto della sua band Mother Love Bones, quell’Apple che ha al suo interno grandissime canzoni. Questo disco deve essere l’emblema dei dischi tributo.

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    1. Hai ragione! Difficile immaginare un più sincero omaggio a un amico scomparso, da parte di artisti che, assieme al loro indiscutibile talento, mostrano tutto il loro lato umano, attraverso brani che, pur originando dal dolore e dalla perdita, riescono a comunicare una grande speranza di vita, che dona continuità alla voce e al messaggio di Wood, a ciò che tutti loro hanno condiviso con lui, e a quello che, proprio come questo grandissimo album, per sempre rimarrà nei ricordi e nella storia della musica 🙂

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      1. Quello che fa anche male e’ quando i Temple Of The Dog avrebbero potuto dare alla musica, pero’ non possiamo lamentarci dopo loro e’ venuto al mondo un dischetto di nome Ten. Ricordo quando comprai T.O.T.D fu una domenica, io e miei amici andammo a vedre i Tre Allegri Ragazzi morti, concerto totalmente gratuito in quel di Bari, insomma andammo in un centro commerciale e dovetti decidere fra Dirt e Temle Of The Dog, la scelta fu fatta anche su consiglio di uno dei miei piu’ grandi amici…i tempi della vodka alla mela verde.

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        1. Bei tempi davvero… E devo dire che, a modo loro, Dirt e TotD rappresentano un po’ lo yin yang del grunge: il lato notturno, solitario e malinconico di Staley e l’approccio solare e aperto al prossimo di Cornell e Vedder, come perfettamente esemplificato da Hunger Strike, appunto 🙂

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          1. Non potevi dare definizione migliore, anche se di “solare” si volesse parlare lo possiamo solo definire nel sound, Layne di suo ha anche avuto di esplorare il suo lato ocuro con i Mad Season che vengono raramente citati, pero’Above e’ veramente un capolavoro, solo la traccia clonslcusiva All Alone mostra la desolazione dello spirito di Layne, in uno spazio dove le urla non possono essere ne udite ne percepite.

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