Primo ricordo

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Passeggiava con l’abbandono di giglio che mediti,
o quasi d’uccello che sappia di dover nascere.
Senza vedersi si guardava in una luna a cui il sogno faceva da specchio,
in un silenzio di neve che innalzava i passi.
Affacciata a un silenzio.
Era anteriore all’arpa, alle parole, alla pioggia.
Non sapeva.
Bianca alunna dell’aria,
tremava con le stelle, con il fiore e con gli alberi.
Il suo stelo, la verde sua cintura.
Con le mie stelle
che, di tutto ignoranti,
per scavar nei suoi occhi due lagune
lei in due mari annegarono.

E ricordo…

niente più: morta, sparire.

(Rafael Alberti)

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