Alcest – Kodama

alcest-kodamabundle“Kodama” (木魂) è un termine giapponese che significa spirito degli alberi, anche se i kanji più antichi per scriverlo si possono tradurre indicativamente con “vecchio di diecimila anni”. Inizialmente interpretati come vere e proprie divinità naturali (kami), nel corso dei secoli i kodama persero il loro rango di dei della foresta, finendo inclusi nel novero degli yokai, gli spiriti del mondo sovrannaturale della tradizione giapponese. Con questo passaggio sono stati però anche umanizzati, e successivamente utilizzati in innumerevoli opere artistiche, fra cui è fin troppo scontato citare il composito panorama dell’ukiyo-e.

Ai più di noi occidentali la parola kodama potrebbe ricordare sopratutto i piccoli omini bianchi della “Principessa Mononoke“, meraviglioso capolavoro di Miyazaki, incentrato proprio sul rapporto fra umanità e spirito/spiritualità della natura, ma, da questo momento, si può annoverare alle declinazioni di massa di questo termine anche il nome degli Alcest. Questo infatti il titolo scelto per il quinto album sulla lunga distanza dei pionieri francesi del cosiddetto black-gaze. Il duo formato dal fondatore Neige e dal batterista Winterhalter segna il ritorno a un certo massimalismo stilistico, dopo il relativo ammorbidimento di sound del precedente e pur valido “Shelter”, avvicinandosi maggiormente a quello stupendo esempio di black dolce e atmosferico che risponde al nome di “Écailles De Lune“.

0008147757_10E se il suddetto album aveva nella voce delle onde e nelle vastità del cielo notturno i propri habitat naturali, “Kodama” è l’album della terra, del legno e del regno animale, vivo e organico, sebbene sempre incline a perdersi in alternanze fra pieni e vuoti, accumulo e rilascio della tensione, come da manuale del post-rock (non a caso gli Alcest si trovano in tour con i giapponesi Mono, assoluti maestri nel maneggiare questo genere di composizioni).

Alla luce dei vari cambiamenti tonali descritti nei diversi album fin qui composti, il vero nucleo artistico di Neige sembra davvero essere il dinamismo creato dalla dualità natura/civiltà, luce/oscurità, maschile/femminile, opportunamente declinati con un approccio visivo dotato di poetica sinteticità e grande immediatezza.

Kodama” si compone di sei tracce (più una bonus-track strumentale, nella limited edition), che descrivono una narrazione continua e omogenea, nella quale la track-list è assai rilevante allo sviluppo delle suggestive atmosfere di cui trattasi, proprio come un sentiero che si dipana serpeggiante in un bosco dimenticato, popolato da strane creature, immaginarie e non (“Oiseaux de proie”).

alcest-kodamaRispetto alle precedenti prove discografiche gli Alcest targati 2016 dimostrano ancor più cura per i dettagli, sia in termini di arrangiamento, sia di immagine. Notevole infatti il lavoro dell’illustratore Fortifem, che, prendendo spunto dalla tradizione ukiyo-e e da autori moderni, come Takato Yamamoto, fornisce a “Kodama” un corpus visuale dalla grande potenza immaginifica, giustamente enfatizzata dalle edizioni fisiche di Prophecy Productions, che si conferma ancora, semmai ce ne fosse bisogno, come una delle poche realtà di fiducia del panorama discografico di genere.

Stando così le cose, “Kodama” è, al momento, semplicemente il miglior esempio di melodico e sognante black-gaze in circolazione, cioè, per usare altri termini, l’apice del manierismo compositivo di Neige, che, nel bene e nel male, ha convogliato in queste composizioni tutto lo spirito e la spiritualità raccolte in questi anni, sintetizzate con esperienza e passione.

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