No frills #46: L’Homme Absurde

L'Homme AbsurdeMonsters è il debutto sulla lunga distanza del progetto L’Homme Absurde, quartetto russo alle prese con un black-gaze di chiara derivazione Deafheaven, per ciò che concerne i frangenti tirati, e Alcest, nei momenti più atmosferici. Le due chitarre di Georgiy e Isod sono le grandi protagoniste dell’album, grazie a un riffing ispirato e melodico, che non manca mai di intensità, anche quando la distorsione lascia spazio a sonorità pulite e sognanti (“Apathy”, “Wanderer”).

Il song-writing risulta ancora largamente migliorabile, nella misura in cui alcune ridondanze e ripetizioni strutturali andrebbero limate, in favore di soluzioni più coraggiose e fuori dagli schemi (un ottimo esempio, in questo senso, sono i Lost in Kiev, di cui si è parlato di recente su queste pagine). Altro elemento sottotono le vocals, troppo monotone e stereotipate, per comunicare i differenti cromatismi che caratterizzano il filone post-black, così centrato su atmosfere e sensazioni.

Ciò nonostante L’Homme Absurde mostra chiaramente pregi e capacità (cfr. “Escapist”, “Wires”), che, se opportunamente affinati e incanalati, potrebbero conferire al progetto una rilevanza di tutto rispetto, in grado di elevare il gruppo moscovita oltre la media, per altro ormai satura ed esausta, dell’angusto panorama di genere.

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