Pain of Salvation – Remedy Lane Re:visited

pain-of-salvation-remedy-lane-revisited-artwork-2016

Come talvolta accade nella vita è in un istante di chiarezza, che si coglie la reale importanza delle cose. In questo caso la necessità di parlare di quanto “Remedy Lane” significhi per me. Il capolavoro emozionale dei Pain of Salvation, originariamente edito nel 2002, è stato infatti una presenza costante, ma discreta, nel corso di questi anni della mia vita, un po’ come un satellite, che solo occasionalmente compare alla vista.

Proprio quest’anno, mentre il gruppo sta ultimando il nuovo “In The Passing Light Of Day”, ne è stata pubblicata una nuova versione, “Remedy Lane Re:visited”, doppio cd formato dall’album originale, remixato da Jens Bogren nei suoi prestigiosi Fascination Studios, e di un live set con la riproposizione integrale della track-list.

mi0001249381La motivazione sostanziale di questa pubblicazione non è da rintracciarsi tanto nel disco live, per quanto assolutamente valido e, anzi, molto interessante, per le performance dei nuovi Ragnar Zolberg e Léo Margarit, dato che quasi tutti questi brani sono già comparsi su “12:5” e “Ending Themes” (rispettivamente 2004 e 2009), quanto piuttosto per la rivisitazione tecnica dei master originali, che richiedevano necessariamente tale trattamento, sia a livello di profondità sonora, sia di dinamica, entrambi elementi eccessivamente sacrificati in origine, da un lavoro non all’altezza del materiale composto.

Ciò detto riascoltare in questa versione migliorata brani tanto intensi e drammatici, mi ha fatto immergere in profondità nei pensieri, nella mia storia personale, passata e presente, in modo forse non dissimile allo stesso intento autobiografico che ha portato Gildenlöw alla composizione di questo concept sulle proprie relazioni d’amore, e sugli inevitabili disamori.

Ricordo ancora di aver letto, tanti anni fa, una dichiarazione di Gildenlöw sull’origine del nome del gruppo: Pain of Salvation ha il significato di equilibrio, di rapporto indissolubile fra bene e male, felicità e dolore. Dire a se stessi “bene, questo è solo il dolore della salvezza”, significa indicare che i traumi, le ferite, sono solo battute d’arresto in un viaggio altrimenti indolore verso una destinazione più importante, cioè la realizzazione di sé. Il nome implica l’idea che ogni cosa ha due facce, tutto è in equilibrio. Immaginatevi esausti nel bel mezzo di un deserto… Buttarsi a terra stremati arresterà il dolore della fatica, ma porterà inevitabilmente alla morte. Continuare a camminare, in cerca dell’acqua, o della redenzione, sarà sicuramente doloroso, ma potrà salvare la vita.

pain-of-salvation-2Quest’ampia metafora è perfetta anche per descrivere le relazioni affettive, il loro complesso ritmo ondivago, accumulo e rilascio della tensione, quasi una danza (“Fandango”), in cui le ascese nel sublime (“Waking Every God”) sono tanto intense quanto le discese negli inferi (“Rope Ends”). Consapevolezza di sé e reciprocità dei propri sentimenti, due fattori sempre incredibilmente complessi da vivere, nel momento presente. Come suggerisce Gildenlöw nelle toccanti lyrics di “Undertow” (quanto ho pianto, con questo brano in sottofondo), talvolta l’unica soluzione è imparare a lasciar andare, non c’è altro da fare, per fermare l’emorragia, di lasciar scorrere tutto il sangue che c’è…

In questa attitudine sta la dura ma salvifica disciplina interiore di “Remedy Lane”, un percorso esperienziale di purificazione del sé, attraverso il dolore, agnizione tramite la perdita, perdono per sensi di colpa fittizi: un’unica strada maestra, per cercare di vivere l’amore nel modo più profondo e sereno possibile, cioè con sincerità e trasparenza, in primis verso se stessi.

Dopodiché non ci potrà mai essere certezza sulla felicità e/o stabilità di un legame, ma, anche in caso contrario, si avrà comunque raccolto “la luce bella di un ricordo, e il privilegio di una commozione che per sempre ci renderà eleganti, e misteriosi”, per citare Baricco (“Smith & Wesson”, pag. 98).

Mi rendo conto di aver scritto pochissimo di musica, e molto di me, in questo post, ma, del resto, questo non è un album di sola musica, così come i Pain of Salvation non sono solo un gruppo prog-metal come tanti. WE WILL ALWAYS BE SO MUCH MORE HUMAN THAN WE WISH TO BE…

pain-of-salvation

Annunci

E tu cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...