La musica è come la vita, si può creare in un solo modo: insieme

Progetto1_Layout 1«“And The Things That Remain” è il titolo di un trio per violino, violoncello e pianoforte che ho scritto poco tempo fa. Riguarda quel pensiero, quella domanda che a un certo punto ci facciamo, inevitabilmente: cosa resta di tutto alla fine, cosa resta dopo? Cosa rimane di noi e cosa ci è rimasto? È un trio che sono ancora pudico a far sentire, perché è nato nel silenzio più assoluto. E in quel silenzio, come al solito, ho posto quelle domande a chi era intorno a me e a chiunque potessi farle. Ho anche iniziato a collezionare fatti degli altri. Ho raccolto e sto ancora raccogliendo parole e persino testimonianze, qualsiasi cosa – anche oggetti – avesse il senso di una riposta per le persone a cui mi rivolgevo: fotografie, poesie, lettere, suoni, pitture. Forse le cose più toccanti sono le vecchie fotografie che ritraggono i genitori e ricordo una frase: “Io derivo da quel sorriso e di loro mi resta lo stesso sorriso”. Ecco, anche questa piccola antologia rappresenta in fondo alcune delle cose che sono rimaste, e anche in questo caso ho chiesto ed ho condiviso con altri le scelte. Cose rimaste, scritte da me e scelte da chi amo, da chi mi segue; sia chiaro, anche qualcosa scelto da me in prima persona: non è che ho lasciato fare tutto ad altri…

Spero sia, così: un piccolo viaggio nel tempo, in quei dieci anni di vita e di registrazioni. In ogni forma: in orchestra, in quartetto, come direttore organista e come pianista ovviamente. Una delle magie della musica è far viaggiare nel tempo, fermarlo, dilatarlo o abbreviarlo. Come il viaggio in un buco nero di un uomo dello spazio. Sarò felice se vi piaceranno queste scelte; ovviamente io avrei incluso più brani ma insomma quelli scelti formano già due dischi.

Mentre scrivo penso ancora, e ancora, a quelle cose che restano e realizzo che le registrazioni, i dischi sono proprio una di quelle cose che restano. E spesso ciò che resta del suono, dell’idea, del tocco e soprattutto di un momento preciso della vita di un musicista, sono quelle fotografie.»


8058333570228«“The 12th Room” è un doppio album, o forse sono due storie e una sola allo stesso tempo. Il primo disco è composto da dodici brani, tra cui quattro inediti e sette di repertorio pianistico. Più un brano così inedito da non essere nemmeno mai stato eseguito dal vivo. Il secondo contiene invece la Sonata No. 1 in Sol Minore, che pur senza interruzioni è composta da tre movimenti.
I due dischi sono anche esattamente la scaletta del mio ultimo concerto in piano solo. I brani, come sempre nelle mie scelte, rappresentano un piccolo percorso meta-narrativo. Quelli di repertorio rivelano anche da dove provengo, dove si trovano le radici della musica che scrivo. Rivelano i due musicisti che convivono in me: Il compositore e l’interprete.

Soprattutto sono storie di stanze. Stanze a cui appartengo, o che appartengono alla mia esperienza o semplicemente che appartengono alla storia delle stanze stesse. Alcuni sono i brani che mi hanno aiutato a tornare a suonare, ad uscire dalla “stanza”, quelli con cui ricomincio a studiare. Altri sono brani dedicati da altri compositori a storie di stanze o concepiti da esperienze avute da loro con esse. Mi sono reso conto che in fondo anch’io ho scritto su stanze in passato, e non ci avevo mai fatto caso.

Il primo disco rappresenta per me la preparazione alla Sonata, come fossero porte collegate che ci guidano da una stanza all’altra. Ma alla fine, come sempre, è quella storia che non puoi raccontare. Forse seguendola vi riconoscerete o vedrete che tipo di storia era. Perché per me, se racconti una storia la cambi ed è anche per questo che esiste la musica. Per farcele vivere le storie. Io posso solo provare a darvi gli elementi, gli strumenti e aiutarvi un po’ a farlo. E se la regola dice che non si svela mai la fine di un libro o di un film, non si dice mai l’ultimo accordo di un brano.»

Ezio Bosso

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2 pensieri su “La musica è come la vita, si può creare in un solo modo: insieme

  1. credo che lui debba saperlo bene cosa rimane, lui che vive sul filo con la spensieratezza di un bambino, lui che lancia musica a manciate alla gente con l’allegria di una maschera dal carro a carnevale, lui che quando suona sembra spellarsi vivo. Lui rimane.
    ml

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