No frills #48: Ash Borer

Ash Borer-front

“…But the life of spirit is not the life that is afraid of death and preserves itself from destruction, but that which endures death and conserves itself in it. Spirit only attains its truth when it finds itself in absolute laceration.” – GWFH

Queste le suggestive parole con cui viene presentato “The Irrepassable Gate”, terzo lavoro sulla lunga distanza per gli Ash Borer, combo atmospheric black americano, di casa Profound Lore Records, e già ben noto agli appassionati del genere per il precedente, “Cold of Ages” (2012), pachidermico platter di virulento riffing-work e scenari apocalittici.

I quattro anni intercorsi hanno in qualche modo asciugato la proposta del gruppo, indirizzandola su una forma-canzone più lineare e intelligibile, pur senza perdere quell’alone di avvolgente e opprimente oscurità che li contraddistingue, ribadendo in questo modo una non comune integrità artistica.

Epico e oltremondano, lo spirito che emana da “The Irrepassable Gate” è intenso e ben percepibile, attraverso densi strati chitarristici e vocals rabbiose (“Lacerated Spirit”, “Rotten Firmament”).

In un panorama di genere divenuto ormai abbastanza ristretto e asfittico, gli Ash Borer sanciscono imperiosamente il loro elevato livello di preparazione e ispirazione, confezionando un disco che surclassa parecchie uscite recenti, senza far leva su pretestuose innovazioni, ma solamente utilizzando al massimo i propri (notevoli) strumenti espressivi.

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