Heretoir – The circle

A ben 6 anni di distanza dal precedente disco omonimo tornano a farsi sentire gli Heretoir, combo tedesco dedito a un black atmosferico e malinconico, vicino alle sonorità proposte in passato da act quali Alcest e Lantlôs.

Curiosamente questa sorta di rapporto leaders-follower continua inalterata, in quanto se è vero che i gruppi succitati hanno in tempi recenti addolcito e illuminato di molto il loro sound e la loro immagine (si pensi a dischi come “Shelter” e “Melting Sun”), ora anche gli Heretoir abbandonano il tradizionale stile nero, sia per quanto riguarda l’artwork (opera del “solito” Fursy Teyssier), che gioca su toni rosa e arancione, sia per l’impasto sonoro, ora ben più attento a melodie, clean vocals e aperture strumentali di derivazione rock e shoegaze.

La band descrive in questo modo il proprio lavoro: “The Circle” racconta la storia della nostra vita, il ciclo di vita, morte e rinascita. Intessendo aggressività e malinconia, i brani dipingono un viaggio emozionale, una vita dedicata al sole e alla libertà.”

Il risultato di questo loro nuovo impasto sonoro, per quanto in parte derivativo e privo dell’effetto sorpresa, è perfettamente godibile, nella sua immediata intensità emozionale, mutuata di peso dal black e trascinata alla luce di un sole riconosciuto ora come fonte di vita e speranza (“Golden Dust”, “My Dreams Are Lights in the Sky”).

E per quanto possa suonare strano descrivere in questi termini l’operato di un gruppo precedentemente caratterizzato da oscurità e disperazione, è comunque giusto dare atto alla band di aver compiuto un percorso chiaro e fruttuoso, nel corso di questi 6 anni, con risultati artisticamente ben più apprezzabili di una mera riproposizione delle coordinate stilistiche precedenti.

Tale innegabile salto di qualità è stato notato anche da un certo Stéphane Paut, a.k.a. Neige, guarda caso, ospite al microfono in una “Laniakea Dances (Soleils Couchants)”, che non avrebbe affatto sfigurato sul suo recente “Kodama”.

Album ricco e articolato, che suggerisce una lettura ovviamente ricorsiva e circolare (Α e Ω) della vita e dell’universo interiore dell’uomo, “The Circle” rappresenta anche e sopratutto una vera e propria rinascita per gli Heretoir, sia artistica che spirituale, nonché sicuramente un ottimo viatico promozionale e commerciale, data la trasversale appetibilità dell’attuale proposta.

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