From the depths #46: Grey Aura

Grey Aura

Waerachtighe beschryvinghe van drie seylagien, ter werelt noyt soo vreemt ghehoort”, ostico titolo per l’impegnativo doppio concept album di debutto proposto dagli olandesi, Grey Aura, duo atmospheric-black che narra le ultime vicende della vita di Willem Barentsz (1550 – 1597), pioniere ed esploratore olandese, celebre per le sue esplorazioni artiche, fra cui sopratutto la ricerca del Passaggio a nord-est (non a caso il Mare di Barents porta, appunto, il suo nome), che gli risultò, purtroppo, fatale.

Prima di addentrarsi nella disamina prettamente musicale degli album, è il dato materiale che balza subito all’occhio, nella sua ormai rara particolarità: i due cd sono infatti racchiusi in una pregevole edizione a libro con copertina rigida, che consta di ben 60 pagine con disegni, illustrazioni, fotografie, testi dei brani e un completo corpus testuale del tema trattato, in modo da offrire un’esperienza il più possibile immersiva e strutturata.

Una tale cura nella presentazione e nell’offerta di materiale (coraggiosamente edita dalla finnica Blood Music, in una prima tiratura limitata a 300 copie) testimonia quanto ancora si possa fare per salvare i supporti fisici, che, sebbene meno performanti di un ipertesto digitale, in termini di velocità di interazione e possibilità di interconnessioni, rimangono insostituibili, come profondità e ricchezza di fruizione, anche e sopratutto sotto il punto di vista multisensoriale.

Grey Aura 2CD

Ciò detto anche a livello musicale i Grey Aura hanno evidenti qualità, che potranno sicuramente interessare i fan del lato più atmosferico e del moderno black (WitTR, per fare un nome illustre), anche se ai ragazzi olandesi non manca l’aggressività e l’impatto frontale tipica di capisaldi del genere, quali, ad esempio, Dissection o Satyricon.

Nei 18 brani proposti trovano infatti spazio una pluralità di soluzioni compositive, che vanno dai semplici intermezzi ambientali e/o narrativi a brani più diretti e convenzionali, che si affidano a un riffing-work veloce e tagliente, proprio come il vento artico.

I due ragazzi di Utrecht dimostrano una buona padronanza compositiva e interpretativa, sebbene la significativa lunghezza del lavoro faccia emergere inevitabili momenti sottotono e ripetitività che, sebbene non gravosi, inficiano la completa efficacia evocativa della proposta. Con tutta probabilità il lavoro avrebbe addirittura potuto essere sintetizzato in un unico cd, risultando nel complesso più coeso e coinvolgente. Ma questo piccolo peccato veniale può sicuramente venir perdonato, data anche la giovane età dei musicisti coinvolti, poco più che ventenni, e l’oggettiva complessità del concept narrativo prescelto.

In sintesi “Waerachtighe beschryvinghe van drie seylagien, ter werelt noyt soo vreemt ghehoort” è sicuramente un debutto di tutto rispetto, una dimostrazione di lucidità e competenza con cui i Grey Aura hanno posto una significativa prima pietra miliare della loro personale esplorazione musicale. Da qui in avanti possono solo migliorare, affinando i loro strumenti, per meglio solcare il mare ghiacciato che si sono proposti come ambientazione e compagno.

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