Io ti sognai una sera…

Donna, fatta di tutte le mie finzioni riunite,
hai vibrato nei miei nervi come una maestà,
piangendo nei sentieri dell’illusione perduta
ho sentito il contatto della tua ignota beltà.
Avvizziti i miei sogni e le mie folli chimere
ti ho forgiata a pezzi celesti e carnali,
come una resurrezione,
come una primavera nella selva di tanti stupidi ideali…
Ho sognato la tua carne divina e profumata,
in mezzo a un morboso torturare del mio essere;
e anche se imprecisa, so come sei, amata,
finzione fatta maestà in carne di donna…
Io ti cerco negli occhi di tutte le donne,
ti cerco però mai ho potuto incontrarti,
e c’è nel disincanto,
l’incanto che sei o che sarai più bella di una donna volgare.
Ti sentiranno i miei sogni eternamente mia,
spuntare dalla bruma di tutte le mie tristezze,
come germinatrice di rare allegrie
che ravviveran la fiamma della tua ignota bellezza.

(Pablo Neruda)

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