Foscor – Les Irreals Visions

Les Irreals Visions” è il suggestivo titolo con cui gli spagnoli Foscor tornano finalmente sugli scaffali, dopo l’ottimo “Those Horrors Wither”, che nel 2014 ha consentito loro di aprire diversi nuovi orizzonti e scenari, non a caso consolidatisi anche con un deal di tutto rispetto, con la francese Season of Mist.

Rispetto al citato predecessore, il nuovo album vede i Foscor impegnati nella continuazione di una ricerca sonora tanto libera quanto stimolante, che, emancipandosi progressivamente (parola non casuale) dal corpus black degli esordi, ha abbracciato espressività più atmosferiche, liquide e cangianti, giustamente caratterizzate da una continua ambiguità fra visione e realtà, per citare il titolo stesso del platter, splendidamente illustrato da Nona Limmen, con la complicità dello scenario islandese.

I tre quarti d’ora di cui si compone “Les Irreals Visions” trascorrono senza intoppi e forzature, sintomo di un song writing lucido e fluente, nonché dotato di una suona omogeneità di fondo (i greci avrebbero forse detto koiné), che tanta parte svolge nel garantire la necessaria identità e personalità a un impasto sonoro che non fa dell’impatto frontale e dell’immediatezza le sue armi segrete.

Al contrario i Foscor targati 2017 suonano più stratificati e velati, necessitando quindi di qualche ascolto in più, per entrare davvero in sintonia con le vibrazioni di un album che è in effetti ricco di espressività, sapientemente celate dietro al bel riffing di Falke. Come sempre particolari e personali le vocals di Fiar, che, complice l’idioma natio, riesce a caratterizzare i brani di sfumature tonali e accenti non banali.

Sotto questi punti di vista i brani a mio parere azzeccati sono l’epica “Ciutat Tràgica”, la melodica “Altars” e la ritmica “Malfiança”, sebbene anche le altre composizioni abbiano ciascuna molto da dire.

Rispetto al maggiormente monolitico e diretto “Those Horrors Wither”, “Les Irreals Visions” cresce poco a poco, come una marea impalpabile che, similmente alla giovane in copertina, si ritrova avvolta e semi-dissolta, in una lubrica irrealtà.

Ottima conferma per i Foscor, davvero una delle band più interessanti di tutto il panorama metallico europeo odierno, IMHO.

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