Color Film è a tutti gli effetti il nuovo progetto del frontman dei Glassjaw Daryl Palumbo, che, complice il prolungato stop discografico della band principale, di cui si è parlato su queste pagine giusto settimana scorsa, ha potuto dedicare tempo ed energie sul versante più pop/new wave delle sue influenze, come per altro già dimostrato con il progetto Head Automatica (per certi versi simile a questo).
Accompagnato in occasione del debutto “Living Arrangements” dal polistrumentista Richard Penzone (Men Women & Children), Palumbo ha di fatto attuato una ricontestualizzazione delle influenze pop-funk assorbite nella sua infanzia eighties, amalgamandole in un sound contemporaneamente vintage e moderno, ricco di sampler, sintetizzatori e ritmi spesso e volentieri quasi danzerecci, ma non per questo banali o scontati nella giustapposizione e stratificazione.
“Living Arrangments” suona infatti vasto e vario, passando senza soluzione di continuità dal nervosismo ipercinetico di brani come “We’d Kill Each Other” e “I Need A Parasite” alle atmosfere lente e umbratili di “Crawling in Circles”, “Springtime Of Our New Love” e “Day After Day”, in un modo non troppo dissimile dall’eterogeneità dimostrata anche dai Glassjaw sul loro secondo album, dimostrazione evidente di quanto tali sonorità siano radicate nel modus componendi di Palumbo, la cui performance vocale è, al solito, espressiva, intensa e coinvolgente.
Al netto di arrangiamenti comunque ben strutturati e implementati, è proprio la vocalità del frontman il vero punto di forza dei Color Film, una vera iniezione di emotiva vitalità, che fa vibrare in modo empatico composizioni altrimenti solamente divertenti (“Small Town”, “Bass in 7”).
Stando così le cose il titolo scelto, “Living Arrangments”, pare davvero opportuno, così come l’endorsment di Epitaph Records, in grado di dare al debutto dei Color Film l’attenzione promozionale e mediatica che merita… in attesa comunque del nuovo album dei Glassjaw.