Seventh Genocide – Toward Akina

Gli italianissimi Seventh Genocide fanno parte a pieno titolo di quell’ormai nutrita schiera di band che stanno sperimentando nuove strade per interpretare il black atmosferico, introducendovi le più disparate influenze stilistiche, ma col comune denominatore di una vena contemplativa di fondo, sintomo, forse, di quanto il black delle origini sia nel tempo mutato, virando la sua furia iconoclasta primordiale sull’introspezione e sulla comprensione del sé. Il nome stesso del gruppo, piuttosto che una mera allocuzione di violenza e morte, è una più fine metafora per descrivere la società, in cui ogni essere umano è una vittima di un sistema basato sull’autodistruzione.

La band, fondata nel 2006 da Rodolfo Ciuffo, ha rapidamente evoluto la propria proposta dal black più ortodosso degli esordi, al sound composito, maggiormente acustico e atmosferico, presentato sul debutto “Breeze of Memories” (2015), in un modo che, per certi versi, mi ha ricordato quanto fatto dagli Ashbringer di Nick Stanger.

Con l’apporto di nuova linfa artistica, tramite l’ingresso in line-up delle chitarre di Stefano Allegretti e Jacopo Gianmaria Pepe, i Seventh Genocide hanno ampliato ulteriormente le loro capacità e potenzialità compositive e interpretative, incanalandole nel nuovo, notevole lavoro, “Toward Akina”, un viaggio introspettivo attraverso i reami della morte, della trascendenza e della non-esistenza, analizzando il lavorio delle emozioni, quali cause dell’insoddisfazione e dell’impotenza umana, nei confronti dell’immensità della natura.

Questi temi, astratti, simbolici, allegorici, prendono forma e suono attraverso un blend molto stratificato, che va dal post-black (“Astral Bliss”) ad echi settantiani (“Life is Poison”), dal folk (“Transparent”) a derive psichedeliche (“Immense as the Universe”).

Il risultato finale, per quanto ancora con margini di miglioramento e raffinazione, sopratutto per quanto riguarda arrangiamenti e dinamica interna dei brani, è positivamente impressionante, e in grado di reggere benissimo il confronto con blasonate band internazionali, rendendo i Seventh Genocide l’ennesima ottima uscita marchiata Third I Rex, etichetta indie che davvero pare non sbagliare un colpo.

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