Auðn – Farvegir Fyrndar

Auðn, termine islandese per “desolazione”, sono una delle più recenti realtà black emerse dal fertile sottobosco dell’isola nordica, che davvero non smette di sorprendere, per quantità e qualità, in campo estremo, ma non solo.

Il quintetto in oggetto, proveniente da Hveragerði, piccolo paese nelle pianure di sud-ovest, che ricordo mi stupì, visitandolo, per la bucolica semplicità delle sue poche costruzioni e attività, si compone per tre quinti di musicisti con un trascorso pregresso nei più stagionati Dynfari, anch’essi all’opera, all’interno del fumante calderone black islandese.

A differenza di altri sodali, il sound degli Auðn pare però più incline a un’epica immediatezza, dando la priorità all’affilato e glaciale riffingwork della coppia Andri Björn Birgisson e Aðalsteinn Magnússon, memore, per certi versi, dell’imprescindibile lezione norvegese dei vari Satyricon, Emperor e Darkthrone.

Questo non significa però che “Farvegir Fyrndar”, loro secondo album sulla lunga distanza, sia privo di atmosfere e momenti più evocativi, che sono anzi considerevolmente presenti, nelle armonizzazioni, nei rallentamenti e nei ritornelli, tutte tecniche di base del repertorio rock, che la band dimostra quindi di saper gestire adeguatamente.

Ne sono la perfetta traduzione la suggestiva opener “Veröld Hulin”, l’ossianica “Lífvana Jörð” o la conclusiva “Í Hálmstráið Held”, mentre la componente più squisitamente aggressiva e metallica trova la sua naturale interpretazione in brani come “Blóðrauð Sól” e “Eilífar Nætur”, tutte depositarie di un forte collegamento ai temi cardine dell’estetica black, cioè ombre, notte, sangue, morte, natura ed eternità, svolti però non in modo scolastico o pleonastico, ma con sincero e ben percepibile sentimento.

Tutto ciò fa del nuovo album degli Auðn una delle uscite più convincenti dell’intero anno nel genere in questione, rendendo palesi le motivazioni che hanno portato una label prestigiosa come Season of Mist a investire su una band relativamente tradizionale, poco nota e alle prime armi.

Talvolta il talento e il valore arrivano davvero dagli angoli più remoti del mondo, e non sono solo i soliti Sigur Ros, Björk, Of Monsters and Men e Solstafir a dimostrarlo, fortunatamente.

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5 pensieri su “Auðn – Farvegir Fyrndar

        1. Verissimo! Come diceva Henry James l’apprezzamento dell’arte avviene tramite la sensibilità per emozioni dovute a una sorpresa, oppure tramite e la sensibilità per emozioni dovute al riconoscimento di qualcosa… In entrambi i casi il piacere è dato dal sentirsi esseri vivi e vibranti d’emozioni 🙂

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