The Morningside – Moving Crosscurrent of Time

Secondo lavoro sulla lunga distanza per i moscoviti Morningside, band qualitativamente sopra la media, nell’ambito delle sonorità black/doom atmosferico. “Moving Crosscurrent of Time” è ancora una volta un concept, questa volta basato su “Il popolo dell’autunno” (Something Wicked This Way Comes), bellissimo romanzo fantasy-horror dello scrittore Ray Bradbury, antesignano, per temi e stile, di Gaiman e Riggs, per fare due nomi contemporanei.

Rispetto all’esordio “The Wind, the Trees and the Shadows of the Past” (2007) la band ha sviluppato sicuramente una maggior personalità, pur mantenendo le proprie influenze principali di sound, ovvero primi Agalloch e Katatonia di metà carriera.

Trovo che arrangiamenti e produzione siano notevolmente migliorati, dando ai particolareggiati paesaggi sonori più spazio di manovra, e al comparto strumentale un feeling più leggero e vasto. Ad esempio “14” è una canzone particolarmente brillante, che mostra notevole originalità nelle trame di basso, uno dei fiori all’occhiello della band, in grado di muoversi liberamente dentro e fuori il denso riffing-work chitarristico, in modo più efficace e accessibile, rispetto al recente passato.

Tuttavia questa stessa maggior accessibilità va a discapito dell’estremismo sonoro, declinato in termini di cupezza e oppressività sonora (doom), qui edulcorata da temi melodici più vividi e colorati.

Moving Crosscurrent of Time” non è solamente un more of the same, quanto piuttosto un effettivo passo avanti sotto tutti i punti di vista, anche quelli che, in prospettiva, portano inevitabilmente all’allontanamento con le proprie origini.

Il titolo originale del romanzo, “Something wicked this way comes”, è la citazione di un verso tratto dal “Macbeth” di William Shakespeare, e con esso questo album condivide un’epicità di fondo che, insieme al mistero e al perturbante (l’unheimliche freudiano), costituisce l’intelaiatura emozionale di queste composizioni, nient’affatto scontate, nel loro omogeneo susseguirsi.

Con questo album i Morningside confermano e convincono, ribadendo quanto di buono già dimostrato in precedenza, aggiungendovi ulteriore spessore artistico.

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