Enisum – Moth’s Illusion

Il progetto Enisum nasce nel 2006, come one man band fondata da Lys (Marcello Apolinari), ed è, di fatto, la prima band black metal arpitana proveniente dalla Valle di Susa e Val di Lanzo.

Il monicker scelto è la riflessione speculare del monte Musinè in Val di Susa, rilievo delle Alpi Graie da sempre ritenuto un sito esoterico, al centro di miti e leggende di vario tipo, dalla presenza di fuochi fatui notturni, a rigagnoli nei quali l’acqua scorrerebbe al contrario rispetto alla forza di gravità, da punto catalizzatore spirituale delle linee ortogoniche a luogo di riunione e raccolta di erbe magiche per le masche (le streghe).

Dopo un paio di lavori autoprodotti nel 2014 è stato rilasciato il primo full “Samoht Nara”, via Dusktone, e nel 2015 “Arpitanian Lands”, che esplicita il nucleo tematico e ispirativo della band. Le canzoni degli Enisum parlano infatti di paesaggi, convivenza tra uomo, natura, spirito e desolazione. Nel 2016 il gruppo ha firmato un importante deal con Avantgarde Music, che nel 2017 ha pubblicato l’ottimo album “Seasons of Desolation”.

Nel corso del tempo esperienza e professionalità di una line-up via via completata, hanno consentito al songwriting di raffinarsi e personalizzarsi, incrementando l’evocatività e il tasso atmosferico della proposta, senza per questo perdere le proprie radici black.

Il risultato di questo percorso è ora sintetizzato nel nuovo “Moth’s Illusion”, album che trasmette la piena maturità della band arpitana, in grado di descrivere un proprio mondo sonoro, completo e complesso, attingendo a un corpus simbolico e stilistico solido, che può avere ad ipotetico paragone i Panopticon, in virtù della comune riuscita fusione fra essenza dark folk e linguaggio black, evitando di scadere in pleonasmi e citazionismi eccessivamente telefonati, bensì veicolando quel senso di spleen e malinconia estatica, tipico del genere.

La corposa track list ospita molti brani davvero notevoli, come l’intensa “Anesthetized Emotions”, l’atmosferica title-track, la mutevole “Ballad of Musinè” o la bucolica “Burned Valley”, tutte parti di un mosaico sfaccettato e dotato di differenti livelli di lettura, non ultimo dei quali quello squisitamente spirituale.

Moth’s Illusion” funziona infatti come un duplice dialogo interiore fra l’uomo e la natura, che simboleggia le diverse nature dell’uomo, i suoi stati d’animo (funzionali in questi i diversi registri vocali adottati), le sue emozioni e i suoi archetipi interiori, stratificati nello spirito come le radici nella terra, e allo stesso modo capaci di sprofondare nel sottosuolo e di elevarsi verso il cielo.

Tali considerazioni sono supportate, oltre che sul piano puramente sonoro, anche a livello visuale, dal pregevole artwork, esaltato a dovere nell’edizione in vinile e nel digipack formato A5, a coronamento di un’opera a tutto tondo, che si candida istantaneamente a buon diritto fra i migliori dischi di genere nell’anno in corso, confermando gli Enisum ai vertici nel panorama black italiano, e non solo.

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