Happy Ostara! 🌼

In tutto il mondo, secondo molte tradizioni religiose, l’equinozio di primavera rappresenta l’eterno rigenerarsi della vita, il risveglio della natura, la rinnovata fertilità della terra, sia in senso letterale che simbolico. Ogni anno, per questo evento, il mondo pagano festeggia Ostara, uno degli otto Sabbat (quattro maggiori, legati ai cicli agricoli, e quattro minori, legati ai cicli stagionali, cioè ai solstizi e gli equinozi), dedicato tradizionalmente alla dea della primavera, conosciuta come Eostre.

Secondo la leggenda Eostre trasformò un piccolo uccellino in una lepre, affinché superasse il rigido inverno. La mutazione non fu però completa, così la lepre continuò a deporre delle uova. Ecco da dove originano i due simboli tuttora più legati anche alla nostra Pasqua, le uova e i conigli.

Ma oltre ai riti e alle celebrazioni formali, il modo migliore per festeggiare Ostara è prendersi cura di piante e animali, per entrare in contatto con la fase rigenerativa intrapresa dalla natura. Osservando i cambiamenti del mondo vegetale e animale, come le prime gemme e i primi fiori, la fine del letargo, il ritorno delle specie migratorie, si può comprendere quale sia, per ciascuno di noi, il modo più consono e armonioso di celebrare in sé stessi e nella propria comunità la nuova stagione che giunge.

Questo sarà perciò il momento migliore per piantare un nuovo albero, preparare i terreni da coltura e, in analogia, seminare nella propria vita nuovi progetti o creazioni. La sincronicità e l’aderenza ai ritmi e cicli della Natura attraverso la partecipazione diretta e l’osservazione, permettere di (ri)conoscere più intimamente e istintivamente sé stessi e il mondo circostante, accordandosi alle energie della natura, senza ulteriori teorie e leggi rigide.

Tale atteggiamento mette a diretto contatto esperienza, conoscenza e istinto, accedendo ad un sapere indipendente e libero, basato sul contatto diretto con la terra e il sé. In questo modo si può (ri)scoprire e rispettare la fondamentale sintesi/unione fra corpo, mente e spirito.

Un punto di perfetta equità nel viaggio lungo il corso della ruota dell’anno: la notte e il giorno sono di uguale durata, buio e luce, maschile e femminile, interno ed esterno, si trovano in equilibrio. Ma l’anno ora sta crescendo e in questo momento la luce prevale sull’oscurità. Il mondo naturale si ravviva, il Sole riacquista forza e le giornate diventano più lunghe e calde. La dolce promessa sussurrata di Imbolc si realizza nell’abbondante fertilità della Terra ad Ostara. Il senso ultimo è dunque rinascere, risorgere, riconoscersi, riamarsi, ricominciare a vivere appieno la nostra vita nel mondo.

Fiorire – è il fine – chi passa un fiore
con uno sguardo distratto
stenterà a sospettare
le minime circostanze
coinvolte in quel luminoso fenomeno
costruito in modo così intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno.
Colmare il bocciolo – combattere il verme –
ottenere quanta rugiada gli spetta –
regalare il calore – eludere il vento –
sfuggire l’ape ladruncola
non deludere la natura grande
che l’attende proprio quel giorno –
essere un fiore, è profonda
responsabilità.

(Emily Dickinson)

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