i 4 nemici dell’uomo saggio

Carlos Castaneda ricevette molte critiche per i suoi libri, soprattutto riguardo al fatto se lo sciamano Yaqui Don Juan Matus fosse o meno una persona reale. Indipendentemente da ciò, possiamo imparare molto da quanto Don Juan insegna e trasmette a Carlos, dapprima come antropologo, successivamente come discepolo.

Ad esempio, ne “Gli insegnamenti di Don Juan” lo sciamano descrive a Castaneda i quattro nemici che dovrà combattere per diventare un uomo saggio.

Il primo nemico è la PAURA. Se scappiamo da essa, l’apprendimento si interrompe. Sconfiggiamo questo nemico solo rinunciando a scappare, anzi un passo alla volta dobbiamo avvicinarci. Dopo molto tempo arriva un momento in cui la paura si dilegua, come tenebre colpite dal sole, facendoci sentire sicuri. È allora che incontriamo il secondo nemico: la CHIAREZZA.

La chiarezza della visione, letterale e metaforica, dissipa la paura, ma al tempo stesso se eccessiva ci acceca. Non dubitiamo più di noi stessi, non ci mettiamo in discussione. Pensiamo di poter fare qualsiasi cosa per favore perché vediamo chiaramente in tutto. Combattiamo la chiarezza dubitando di ciò che pensiamo di sapere. Verrà un tempo in cui, come diceva Socrate, sapremo di non sapere. È allora che sconfiggeremo questo secondo nemico. Il potere e la libertà d’azione su noi stessi, che perseguiamo da così tanto tempo, sarà finalmente alla nostra portata. Possiamo usare il nostro potere per qualunque cosa desideriamo. E così abbiamo incontrato il terzo nemico: il POTERE.

Il potere è il più forte di tutti i nemici. La cosa più semplice da fare è arrendersi. Ci sentiamo invincibili, assumiamo rischi e costruiamo regole perché pensiamo di essere padroni di noi stessi, e, nel peggiore dei casi, anche degli altri. Non ci accorgiamo che questo nemico ci ha soggiogato, perché vi ci identifichiamo completamente. All’improvviso, senza saperlo, abbiamo perso la battaglia. Ci trasformiamo in tiranni crudeli e capricciosi. Ma in realtà non abbiamo alcun potere su noi stessi, perché non conosciamo i modi appropriati per usare positivamente la nostra energia. Sconfiggiamo questo nemico sfidandolo deliberatamente. Comprendiamo che il potere senza autocontrollo è il peggiore degli errori, la tracotanza (ὕβϱις) così severamente punita dagli dei ellenici. Con questa rinnovata consapevolezza siamo in grado di sapere come usare il nostro potere in modo appropriato. E così sconfiggiamo questo terzo nemico.

Siamo quindi prossimo alla fine del nostro lungo viaggio esperienziale, e quasi senza preavviso ci imbatteremo nell’ultimo nemico: la VECCHIAIA. Questo è il più crudele di tutti i nemici, perchè non possiamo sconfiggerlo. Possiamo solo continuare la nostra strada, per quanto ci è concesso. Ad un certo punto tutti condividiamo un desiderio di riposo, proprio dell’età avanzata. Se ci sdraiamo e dimentichiamo tutto ciò che abbiamo imparato, allora perdiamo la battaglia. Il nostro desiderio di ritirarci dal mondo annullerà la nostra conoscenza. Ma se abbandoniamo la nostra stanchezza, vera o presunta, e viviamo il nostro destino fino alla fine, nel mondo, condividendo ciò che abbiamo imparato, con il desiderio di trasmetterlo agli altri, possiamo essere chiamati uomini saggio, anche se solo per un breve momento.

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