Lindemann – F & M

F & M”, ovvero Frau und Mann è la seconda prova discografica per il dinamico duo Lindemann/Tägtgren, già autore nel 2015 di “Skills In Pills”, optando all’epoca per un cantato completamente in inglese. L’idioma madre di Till è tornato l’unico a sentirsi in queste nuove composizioni, nate in parte dall’adattamento teatrale di Hänsel e Gretel, realizzato lo scorso anno col Teatro Thalia di Amburgo, in parte composte ex novo, sulla scorta di una programmatica libertà espressiva totale, che ha portato alla bizzarra giustapposizione di brani di matrice folk a sferzate industrial metal, passando per un tango e finendo con beat tipicamente IDM.

Questa breve descrizione da l’idea di un inquietante patchwork stilistico, creato da una mente frammentata e sostanzialmente instabile, per cui l’estrema differenza fra le diverse composizioni è funzionale al senso di perturbante ambiguità, tipico della poetica di Lindemann anche con la sua band madre.

Parlando dei Rammstein è inevitabile il paragone con l’ancora recente album omonimo, al cui confronto a mio parere questo progetto parallelo possiede una marcia in più, data dall’incalzante e spiazzante varietà d’approccio, che ha evidentemente espirato Till per una delle sue performance più intense di sempre.

Le similitudini sonore con i R+ ci sono eccome, ma l’apporto e il tocco di Tägtgren riescono comunque a diversificare a sufficienza la forma, malgrado la sostanza non sia così diversa, come appare chiaro in brani come “Steh Auf”, “Ich Weiß Es Nicht” e “Gummi”.

Il succitato assortimento stilistico inizia a farsi sentire con l’opprimente oscurità di “Blut”, per poi sfociare nel trittico “Knebel”, “Frau & Mann”, “Ach So Gern”, la prima un lugubre folk celtico con una coda industriale, la seconda sostanzialmente un brano dance pop e l’ultima un vero e proprio tango.

Lindemann non ha timore a esporsi, sia a livello concettuale che visivo, ne sono la prova le sue incendiarie performance live, i progetti artistici firmati Doctor Dick e, in questa sede, i video musicali, come sempre tanto eccellenti nella qualità quanto estremi nel contenuto (vedasi la versione censurata di “Knebel”).

F & M” è in definitiva un lavoro dannatamente interessante, nella sua sintesi, al tempo stesso furba e goffa, di diverse concezioni artistiche, che va a pescare da molteplici riferimenti culturali, ritagliandosi una bella fetta trasversale, atipica, forse non per tutti i palati, ma che di certo non lascia indifferenti. Una volta erano gli scarti, le frattaglie, ora sono considerate una prelibatezza: il macellaio tedesco ha trovato la ricetta perfetta per il quinto quarto.

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