from A to Z 🦊

Cosa significa davvero diventare genitori? Lo si diventa biologicamente o quando si riconosce con un gesto simbolico il proprio figlio assumendosi nei suoi confronti una responsabilità illimitata? Le due cose non si escludono ovviamente, ma senza quel gesto la generazione biologica non è un evento sufficiente a fondare la genitorialità. […] Generare un figlio non significa già essere madri o padri. Ci vuole sempre un supplemento ultra- biologico, estraneo alla natura, un atto simbolico, una decisione, un’assunzione etica di responsabilità.

La nascita di un figlio non è solo la venuta al mondo di qualcuno di cui attendevamo di vedere il volto, di qualcuno che attendevamo di accogliere fra le nostre braccia. Insieme alla vita del figlio viene nuovamente alla vita anche il mondo. L’attesa della madre apre alla possibilità della venuta alla luce di un altro mondo che trova la sua espressione incarnata nella vita nuova del figlio. In questo senso il dono della vita è un dono che fa ricominciare il mondo.

È il dono più grande che possano fare un padre e una madre: donare la libertà, saper lasciare andare i propri figli, sacrificare ogni proprietà su di loro. Nel tempo in cui la vita cresce e vuole essere libera al di là dei confini angusti della famiglia, il compito di una madre e di un padre è lasciar andare i propri figli, saperli perdere, riuscire ad abbandonarli.

Bisognerebbe essere giusti con le madri e riconoscere loro la funzione essenziale e insostituibile nell’adozione simbolica della vita. Bisognerebbe sottrarre la maternità a ogni sua rappresentazione naturalistica: madre non è il nome della genitrice, ma, al di là della Natura, al di là del sesso e della stirpe, è il nome di quell’Altro che offre le proprie mani alla vita che viene al mondo, che risponde alla sua invocazione, che la sostiene con il proprio desiderio. Bisognerebbe provare a essere giusti con la madre e riconoscere nelle sue mani un’ospitalità senza proprietà di cui la vita umana necessita.

Non va dimenticato che ogni azione educativa – anche quella più giusta e amorevole – non può mai pretendere di salvare la vita dei propri figli dall’incontro con il reale senza senso dell’esistenza, dalla sua contingenza illimitata, dalla sua ingovernabilità assoluta. Cosa vuol dire? Vuol dire che possiamo arare il campo, gettarvi la semente più buona, riparare i primi germogli dalle asperità del tempo cattivo, curarne le malattie, non fare mancare il giusto apporto di luce e acqua, ma tutto questo, e altro ancora che potremmo fare, non potrà mai assicurarci la qualità del risultato che otterremo. Possiamo contribuire a preparare un campo fertile, ma nulla ci garantirà dell’effettiva realizzazione di questa fertilità. La vita è esposta senza protezione al rischio irreparabile della contingenza.

Il figlio assomiglia all’inconscio: ci ricorda che non siamo padroni in casa nostra. Ci obbliga a una operazione di decentramento. Il tempo della vita non coincide più con il tempo della nostra vita ma acquista una profondità nuova.

Ma quanto destino c’è in un nome proprio? Non è forse questo nome la prima parola oracolo dell’Altro? Il nome proprio non è sempre il nome di un Altro? Una scheggia di destino condensato in un significante? L’Altro plasma il nostro essere, lo forgia, lo identifica, lo tratteggia, lo caratterizza, lo fabbrica con il potere della sua parola. Tutti noi siamo fatti, come Edipo mostra al colmo della tragedia, delle parole degli altri. Resi amabili o menomati, superflui o essenziali, feriti o salvati, incensati o maledetti dalle parole dell’Altro.

Il compito del figlio è diventare una poesia, cioè diventare qualcosa che non era previsto dall’altro, qualcosa di nuovo, una vita differente dalla vita dell’altro.

(Massimo Recalcati)

E tu cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.