La cicala e la formica 🐜

Aprile, dolce dormire… e sognare… anche di ottenere, quasi per miracolo, una forma fisica invidiabile, in tempo per l’estate, senza aver preso gli opportuni provvedimenti a tempo debito. In sostanza è la classica storia della cicala e della formica, e non stupisce che proprio quest’ultima sia, in proporzione, uno degli animali più forti al mondo.

Fuor di metafora, pensando all’ambito del fitness, questo generalmente è il periodo in cui “i ritardatari” si iscrivono in palestra per tonificare un po’, in vista della prova costume estiva, pensando che, senza neanche stravolgere più di tanto le proprie abitudini e in relativamente poco tempo, si possano ottenere i risultati desiderati, oppure alla peggio accontentarsi di una via di mezzo.

Purtroppo, come insegna la suddetta favola, ci sono cose per cui improvvisarsi all’ultimo momento proprio non serve, se non a produrre frustrazione e insoddisfazione, perché a sacrifici oggettivi (allenamento e alimentazione) non corrispondono altrettanti esiti positivi.

Ecco quindi da quale bacino attingono tutte quelle iniziative di marketing, che promettono l’impossibile, così come anche tradizioni e comportamenti del tutto illogici e privi di fondamento. Qualche esempio?

Correre col k-way o le fasce sudorine sotto il sole, alte ripetizioni e poco carico per “definire”, evitare i carboidrati alla sera, fare esercizi specifici per pettorale esterno o addominali bassi, prendere proteine isolate appena terminato l’allenamento, evitare gli allenamenti a circuito ad alta intensità, fare centinaia di slanci delle gambe in quadrupedia, prendere carnitina e termogenici, parlare di tonificazione localizzata, ecc…

Ciò che dovrebbe cambiare è l’atteggiamento alla base. Non si fa esercizio fisico in funzione di un risultato estetico, ma per stare meglio ed essere meglio. Con se stessi. Allo stesso modo bisogna evitare di pensare alla dieta, quanto piuttosto alla nutrizione, intendendo con essa un modo consapevole di alimentarsi.

Ecco perché non può esistere fitness senza wellness, oppure senza mindfulness, tutti termini che si riferiscono ad una filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro, focalizzandosi sul vivere consapevole, domandandosi il perché delle cose, il significato che c’è dietro a quanto viene pubblicizzato, l’insistenza con cui ci vengono propinati determinati modelli estetici e culturali, per fare di noi dei docili schiavi, facili da indirizzare al consumo di quanto soddisfi determinati bisogni indotti.

Come diceva Chomsky: Non sarà sfuggito a nessuno che il postulato democratico afferma che i media sono indipendenti, determinati a scoprire la verità e a farla conoscere; e non che essi passano la maggior parte del tempo a dare l’immagine di un mondo tale che i potenti desiderano che noi ci rappresentiamo, che sono in una posizione d’imporre la trama dei discorsi, di decidere ciò che il buon popolo ha il diritto di vedere, di sentire o di pensare, e di “gestire” l’opinione a colpi di campagne di propaganda.

Questo atteggiamento porta come inevitabile conseguenza l’accettazione dell’incompetenza, propria e altrui, basata sull’affidarsi e accontentarsi di opinioni e considerazioni senza fondamenti tecnici o scientifici, ma che si ripetono perché promossi dai propri influencer di riferimento, oppure dal nuovo guru del momento, ma anche perché l’ha fatto mio cugino, che è grosso, e allora funziona.

Capito il concetto? Ancora Chomsky, che di fitness magari non ne sa molto, ma ha indagato le complessità della natura e della società umana molto lucidamente: Spesso la gente sa benissimo come vanno le cose, eppure non reagisce. Non è il fatto di non sapere che impedisce una reazione. Non si reagisce perché costa troppo. Chi prende l’iniziativa di cambiare l’ordine delle cose rischia di pagarlo carissimo. Questi sono motivi per non reagire ben più profondi della propaganda.

Siate consapevoli, cercate la chiarezza e il cuore delle cose, togliendo il superfluo e scoprendo ciò che ci serve veramente per stare bene, con noi stessi e con gli altri. Questo è, a mio parere, l’unico significato da ricercare nel fitness.

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